Concluso ieri Gizmark, l’evoluzione del Marc

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Gizmark forum
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GENOVA. 16 MAG. Si è conclusa ieri Fiera a Genova Gizmark, la nuova fiera dell’elettronica e dell’informatica, la due giorni dedicata agli acquisti di prodotti tecnologici.

Grande l’interesse del pubblico ha suscitato il Gizmark Forum, lo spazio dedicato agli incontri sulle nuove tecnologie che ha messo in luce le eccellenze del settore presenti sul territorio.

“Il passaggio da Marc a Gizmark  – sottolinea oggi Enzo Berti di Studio Fulcro, organizzatore della manifestazione – segna un giro di boa importante. L’obiettivo è diventare un punto di riferimento per il territorio dove aziende, istituzioni e centri di ricerca dialogano per parlare del futuro delle nuove tecnologie e per accompagnare i giovani a entrare in questo settore con le migliori competenze e le migliori opportunità. Abbiamo compiuto un piccolo passo – conclude – ma Genova ha la possibilità di diventare un laboratorio interessante, anche sotto il profilo fieristico, in questo settore”.

 

Ancora in alcuni casi cadono per terra se incontrano un muro, il che ci dice che per avere i robot in casa dobbiamo risolvere anche quelli che gli scienziati chiamano “fallimenti” e metterli in condizione di interagire con l’ambiente. Questo, dalla interazione col mondo all’uso di strumenti, dal riconoscimento oggetti alla integrazione di sistema, è ciò di cui si occupa attualmente l’Iit di Genova. Lo ha spiegato Lorenzo Natale, responsabile del progetto di iCub per l’istituto italiano di tecnologie. Che ha anche presentato il brevetto che Iit ha messo a punto a Genova per la sensorizzazione tattile del famoso robottino: adesso i Cub ha la pelle, grazie al posizionamento su gambe e braccia di qualcosa come 4500 sensori. Il robot sentendo il contatto capisce che una persona lo vuole guidare ed è cedevole, operazione mirata per insegnargli a eseguire un movimento. Iit sta studiando quale è il limite massimo di oggetti che iCub può imparare a riconoscere.

Attualmente Iit lavora sulla versione 3 di i Cub e riprodurne una copia costa 250mila euro, ma Iit sta studiando la versione low cost: “Sarà più ridotta con le ruote al posto delle gambe e costerà circa 10mila euro”.

Cristiano Cafferata country manager di Dell Security ha spiegato come imparare a difendersi da chi cifra i nostri pc o ruba i nostri dati, anche dai telefoni.

Esistono infatti software malevoli, i maleware, che attecchiscono sul cellulare e si spostano sul pc, di casa o aziendale, appena lo colleghiamo alla rete o con cavo usb. Una volta avvenuto il furto, una finestra ci avverte che possiamo recuperare i dati pagando un riscatto. Ecco allora che fare. Mai pagare il riscatto: non solo perché il pagamento viene richiesto tramite carta di credito, con il rischio reale di veder cifrata anche quella. Ma perché solo evitando di assecondare il gioco di questi operatori si può sperare che smettano. Né vale affidarsi esclusivamente agli antivirus, perché i malware sono studiati per eluderne i controlli. Ecco alcuni consigli per prevenire gli attacchi: fare un back up con hard disk esterno, aggiornare gli antivirus, fare attenzione a dove si clicca, comprese le innumerevoli foto di gattini in rete. Non fidarsi delle mail, magari di Enel, Tim o Equitalia. Usare il cervello: fermarsi prima di aprire finestre di cui non siamo sicuri. Esistono poi corsi gratuiti anche on line, scuole dedicate alla protezione di Internet e ci si può rivolgere alla polizia postale.

Internet: www.gizmark.it 

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