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Compagno Pastorino (RaS) come Salvini: accordo truffa CETA non s’ha da fare

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Il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino

GENOVA. 31 LUG. “La recente ratifica del CETA, accordo di liberalizzazione commerciale tra Canada e Unione Europea, non s’ha da fare anche perché riporta al centro del dibattito politico l’effettiva sostenibilità sociale e ambientale di questi trattati. Il testo dell’accordo pubblicato non risponde ai requisiti indicati dalla CGIL e dal sindacato europeo e segnaliamo che l’accordo non include norme esigibili volte a tutelare e migliorare i diritti dei lavoratori”.

Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale di rete a Sinistra Gianni Pastorino. Nei mesi scorsi, sia Matteo Salvini al Parlamento UE, sia il capogruppo Alessandro Piana e i leghisti in Regione Liguria, si erano schierati anch’essi contro “l’accordo truffa” CETA: solo il Pd ha votato contro la tutela delle nostre tradizioni e dei posti di lavoro delle imprese locali.

In Liguria risultano due le mozioni approvate in Consiglio regionale contro l’accordo economico e commerciale tra UE e Canada (quella di Rete a Sinistra e quella della Lega).


“Inoltre – ha aggiunto Pastorino – secondo un dossier redatto dalla Coldiretti, delle 291 denominazioni Made in Italy registrate ne risultano protette appena 41, peraltro con la possibilità di utilizzare libere traduzioni dei nomi dei prodotti tricolori – un esempio è il Parmesan – e alla possibilità di usare le espressioni ‘tipo, stile o imitazione’.

L’accordo CETA con il Canada non solo legalizza la pirateria alimentare, accordando il via libera alle imitazioni canadesi dei nostri prodotti più tipici, ma spalanca anche le porte all’invasione di grano duro trattato in pre raccolta con il glifosate vietato in Italia e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero. Dai cereali alle carni, dalla frutta agli ortaggi fino all’allevamento, tutta la nostra agricoltura sta per essere investita da una tempesta devastante scatenata da questo trattato commerciale.

Sul lato dell’agricoltura il CETA viene a stravolgere in Italia un ordine che si è in qualche modo assestato, infatti, con l’abbattimento istantaneo e quasi totale dei dazi, attiva megaflussi di importazione competitiva che la nostra agricoltura non è in grado di reggere”.

 

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