COMMENTI CRITICI DEI PONENTINI SULLA BIENNALE

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La coda all'ingresso dei Giardini
La coda all’ingresso dei Giardini

VENEZIA.17 LUG. Una edizione della Biennale veneziana diretta da Okwui Enwezor che presenta ben 89 partecipazioni nazionali ed una infinità di eventi collaterali, ma che da parte della critica è già stata considerata sottotono, o deludente ?. “ E’ un giudizio un po’ troppo severo- dice Adalberto Guzzinati, giornalista e critico d’arte- perchè all’interno dell’offerta della 56esima Esposizione Internazionale d’Arte intitolata All the World’s Futures ci sono anche molte presenze interessanti e valide”.

Aperta al pubblico dal 9 maggio l’esposizione che proseguirà fino al 22 novembre offre ai Giardini della Biennale ed all’Arsenale le cose più stimolanti. Presieduta da Paolo Baratta la mostra ospita per la prima volta cinque nazioni: Grenada, Mauritius, Mongolia, Repubblica del Mozambico, Repubblica delle Seychelles. Altri paesi ritornano in Laguna dopo una lunga assenza: Ecuador (1966, poi con l’IILA), Filippine (1964), Guatemala(1954, poi con l’IILA). “Anche quest’anno – prosegue Guzzinati- va segnalata la partecipazione della Santa Sede, con una mostra allestita nelle Sale d’Armi, in quegli spazi che la Biennale ha restaurato per essere destinati a padiglioni durevoli”. In Principio… la parola si fece carne è il titolo scelto dal Cardinal Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura per il Padiglione vaticano curato da Micol Forti  che è il Direttore della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani.

Un po’ deludente il Padiglione Italia all’ Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane, curato da Vincenzo Trione. Suscitano invece notevole interesse “ Canadissimo”, il padiglione del Canada, insieme a Corea ed Emirati Arabi. Numerose le proposte offerte dagli eventi collaterali ( ben 44) promossi da enti e istituzioni internazionali, che hanno allestito le loro mostre e le loro iniziative in vari luoghi della città. A vincere il Leone d’oro è stato quest’anno il Padiglione dell’Armenia, situato nella spettacolare isola di San Lazzaro. “ Si è trattato -dice Armando D’Amaro- noto editor e collezionista- di un Leone d’oro molto politico, in occasione della ricorrenza del centenario dello sterminio del popolo armeno.

 

Il progetto dell’ Armenia è stato realizzato da Adelina von Fürstenberg che nella straordinaria cornice del Monastero Mekhitarista di San Lazzaro ha cercato di individuare le principali tematiche legate a ciò che oggi è rimasto dell’ armenità”. Molto interessanti l’installazione, il video ed il lavoro dell’argentina Mika Rottemberg dedicato allo sfruttamento lavorativo nel campo della lavorazione delle perle (NoNoseKnows), gli arazzi ed i ricami della bosniaca Maja Bajevich ( Arts, Crafts and Facts) e le sculture dell’ argentino Jaun Carlos Di Stefano ( The ribellion of form).
CLAUDIO ALMANZI

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