Comandante Cocco trasferito, scandalo a Tursi

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Il comandante dei vigili di Tursi Domenico Cocco
Domenico Cocco
Domenico Cocco

GENOVA. 16 DIC. Il comandante Cocco è stato trasferito per punizione da Marco Doria, che si è schierato contro i vigili urbani.

Il sindaco vuole accogliere islamici e stranieri sul nostro territorio, senza tanti controlli. Agli zingari paga gas, luce, acqua e ai rom pure le stanze in hotel. Assegna loro alloggi popolari, anziché ai genovesi che ne hanno bisogno e che in passato, finché potevano, pagavano fior di tasse. Lascia la città in mano agli accattoni e ai lavavetri. Si dice di sinistra, ma avrebbe voluto privatizzare il trasporto pubblico come Renzi a Firenze e quando i lavoratori protestano ama usare il pugno duro. Come l’altro giorno per quelli degli ex appalti Iren, quando a farne le spese è stato il comandante della polizia municipale Domenico Cocco, trasferito da Tursi a Oregina e sottoposto a procedimento disciplinare anche perché aveva restituito alcune bandiere ai lavoratori ex appalti Iren.

La manifestazione dei proletari contro Doria era durata giorni e si era svolta pacificamente con incatenamenti e notti alla bouvette del Palazzo, cortei da via Garibaldi a De Ferrari, proteste in Sala Rossa. Quando aste e bandiere erano state raccolte, alla fine, dagli agenti della polizia municipale di Tursi, erano state temporaneamante custodite nell’ufficio a destra dell’ingresso. Il giorno dopo, quindi, i legittimi proprietari avevano chiesto indietro il “maltolto” e il comandante Cocco aveva restituito le bandiere. Per Doria quello è stato un gesto tale da giustificare la punizione e il pugno di ferro contro il Corpo dei vigili urbani.

 

Tuttavia, chi ha avuto a che fare con Cocco (e sono tantissimi) sa che il comandante è una persona seria, onesta e perbene. Molto ligio ai regolamenti, ma che è sempre stato  dalla parte dei genovesi. Lo hanno anche eletto presidente del Cral (l’organismo dei comunali) e fra due anni andrà in pensione. Una vita nel Corpo e in Comune a servire egregiamente la cittadinanza, seguendo sempre le regole e superando le prove più insidiose e dure.

E’ bravo perché in varie situazioni di emergenza è riuscito non soltanto a guidare benissimo i vigili di Tursi, ma insieme ai colleghi ha salvato più volte il sedere a Marco Doria, rischiando a sua volta di prendere delle botte, quando c’era di mezzo l’incolumità fisica del sindaco. Ed è successo parecchie volte che i cittadini avessero tentato di avere per le mani il marchese rosso. L’ingiusto provvedimento dell’altro giorno fa quindi riflettere su correttezza, buonismo, doppiopesismo e vigliaccheria di taluni politici di sinistra.

A Tursi sono scoppiate le polemiche. Se tutti i colleghi in divisa, i funzionari, dirigenti e impiegati amministrativi sono rimasti indignati, turbati e disorientati, schierandosi con Cocco, sull’argomento è’ intervenuto anche il sindacato: “La decisione di Doria è un fatto sconcertante, scandaloso e mai accaduto prima”. Fabrizio Graffione

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