Clima poco natalizio nello Schiaccianoci al Carlo Felice

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Lo Schiaccianoci al Teatro Carlo Felice
Lo Schiaccianoci al Teatro Carlo Felice
Lo Schiaccianoci al Teatro Carlo Felice

GENOVA. 4 DIC. Ieri sera al Carlo Felice era in programma il secondo appuntamento con la danza di questa stagione che ha visto sul palco il balletto dell’Opera Nazionale di Riga, con la sua versione de Lo Schiaccianoci di PëtrIl’ič Čajkovskij. Un balletto che non ha bisogno di presentazioni  e che tutti conosciamo come il classico balletto delle festività natalizie. Ma diciamo la verità, sarà per il clima che qui a Genova al momento ha ancora poco del natalizio e per la data sul calendario, il 3 dicembre è ancora piuttosto distante dal 25, l’aria natalizia ieri si sentiva poco.

Ovviamente stiamo scherzando perchè la compagnia di balletto dell’Opera Nazionale di Riga se avesse voluto ce l’avrebbe fatta a farci entrare nello spirito del Natale, ma purtroppo non è stato così. La bella favola di Clara che Čajkovskij ha scritto per Schiaccianoci dedicandola ai figli di sua sorella, che ci regala una musica di trasparenza mozartiana, ricca di humor, ma anche eterea e dolcissima, perfetta per accompagnare la notte di una bimba che sta per diventare donna  e che, in sogno , vive mille avventure e soprattutto comincia a sentire l’amore, è apparsa un po’ scialba.

Francamente ci si aspettava di più dalla coreografia e la messa in scena di questa versione curata da Aivars Leimanis (dalla produzione originale di Vasilij Vajnonen) che dal 1993 ricopre la carica di direttore artistico del Balletto dell’Opera Nazionale di Riga, che per altro in conferenza stampa aveva annunciato di aver apportato modifiche innovative alla coreografia di Petipa soprattutto nel primo atto.

 

In realtà è proprio il primo atto che appare povero a cominciare dall’inizio quando,a differenza di altre versioni, lascia a sipario chiuso molto e troppo tempo musicale quello del preludio, che invece solitamente viene utilizzato per l’entrata in scena dei danzatori al ricevimento della festa in casa di Clara. E quando finalmente si apre agli occhi del pubblico la scena, tutto appare un po’ fanè, dalle scenografie ai costumi per non parlare delle parrucche bianche un po’ troppo calcate sulle fronti di ballerini e ballerine.

Ma è d’uopo anche e soprattutto fare un’analisi sulla prestazione della compagnia. Fondato nel 1992, il balletto dell’Opera Nazionale di Riga affonda le sue radici nella migliore tradizione della scuola di balletto russa passata di generazione in generazione, dando i natali a vere e proprie star del balletto, quali Mikhail Baryshnikov, Maris Liepa e Aleksandr Godunov, tutti nati e formati a Riga. Fatta questa premessa anche in questo caso diciamo che ci si aspettava qualcosa di più soprattutto dal corpo di ballo, disomogeneo nella qualità dei danzatori nonchè nel fisico, il che ha fatto pansare subito ad una “seconda”compagnia, o compagnia B.

Buona invece la prestazione dei primi ballerini che la sera di ieri erano Jolanta Lubeja(Clara)  e Sergei NeiKshin( il Principe Schiaccianoci), contestati solo nel grand pas de deux finale da qualcuno che ha urlato: ”Čajkovskij ha scritto passo a due!” perchè, in effetti, la coreografia Aivars Leimanis ha voluto l’inserimento di altri quattro danzatori maschi che poco c’entravano nella rappresentazione dell’amore fra i due e che senza dubbio non hanno abbellito il pezzo, uno dei più famosi e difficili del repertorio della danza classica.

Lo spettacolo sarà in scena fino a domanica 6 (in pomeridiana). (nelle foto: alcuni momenti dello Schiaccianoci al Carlo Felice),

FRANCESCA CAMPONERO

Il Teatro Carlo Felicewww.carlofelicegenova.it

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