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CLIMA “PAZZO”. DALL’ALLARME CALDO ALL’IMMINENTE PERICOLO ALLUVIONE: NEL FINE SETTIMANA ARRIVA LA BUFERA D’ACQUA “BEATRICE”. ATTENZIONE AI TOMBINI OSTRUITI DALLA FOGLIE

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GENOVA 22 AGO. Bomba d’acqua. E’ un “tetro” termine già passato più d’una volta nelle cronache meteorologiche dei giorni scorsi. Se anche per oggi è prevista su Genova e Liguria tutta, la morsa opprimente del caldo africano soffiato da “Lucifero”, si attende per sabato o domenica prossimi dal Mare del Nord l’arrivo di “Beatrice”, una grande bufera, carica sì d’aria fresca e rigenerante, ma anche di nubi capace di creare uno squilibrio termico tale da scatenare le forze della natura.

Insomma non è da sottovalutare il pericolo alluvione. Genova è pronta? Cadono già le foglie dagli alberi cittadini per reazione al gran caldo di questi giorni. Un manto di foglie gialle ricopre l’asfalto e i marciapiedi del capoluogo ligure in un’insolita atmosfera paraautunnale in largo anticipo sui tempi.

Al di là delle suggestioni e dello stress delle piante, l’insidia maggiore si nasconde nel grande volume delle massa di foglie cadute che vanno a ostruire i tombini e formano una poltiglia ideale riparo per insetti e topi. Le zone più interessate a questo fenomeno sono ovviamente quelle con i viali alberati in particolare la zona della Foce in via Casaregis e corso Torino, combinazione anche una zona “bassa” del capoluogo, alveo finale e allargato prima dello sbocco in mare del torrente Bisagno.


L’Amiu ha intensificato gli sforzi per regire al fenomeno e ripulire le strade ma la prolungata calura non da scampo e le foglie continuano a cadere. I problemi che potrebbero crearsi con un’improvvisa e intensa precipitazione piovosa più che probabile, sono evidenti: la zona della Foce è già a rischio e il regolare e veloce deflusso delle acque è una garanzia per la sicurezza della zona.

Amiu chiede la collaborazione anche degli esercenti per segnalare e eventualmente contribuire alla pulizia dello spazio dei marciapiedi della loro zona. Genova (e altre aree liguri a rischio idrogeologico) non vuole e non deve rivivere i drammi recenti di morte e distruzione del novembre scorso le cui ferite fisiche, urbanistiche, economiche e psicologiche sono ancora aperte nella vita dei cittadini della Lanterna.

Marcello Di Meglio

2 COMMENTI

  1. E’ giusto chiedere la collaborazione degli esercenti, e anche dei privati cittadini, tutti insieme con un po’ di tempo e buona volontà possiamo fare moltissimo, senza aspettare che le cose le facciano altri al nostro posto…
    Bisognerebbe però chiarire un aspetto: quali cose possono fare i cittadini spontaneamente senza correre il rischio di essere multati o peggio?
    Io so di persone che si sono beccate una denuncia, non so se dalla Forestale o da qualche altro organo di controllo, per essersi messi di propria iniziativa, a ripulire i greti di alcuni torrenti da rottami di ogni genere e dagli alberi cresciuti nell’alveo, come se lo scopo fosse quello di rivendersi la legna e non di evitare di ritrovarsi la casa nuovamente allagata alla successiva tracimazione…
    Ricordo un’assessore del Comune di Genova dire, nel periodo dell’ultima alluvione, che i greti dei torrenti di Voltri erano puliti, in sicurezza… mi si è ghiacciato il sangue e mi sono pure incaz…., visto che negli alvei c’erano ancora i detriti dell’alluvione precedente, e ci sono tutt’ora.
    Si potrebbe istituire, se non c’è già, un ufficio al quale i privati cittadini possano segnalare le criticità del territorio: torrenti da ripulire, zone franose, rottami da prelevare… non credo possa esistere una maggiore capillarità di controllo di quella che possono fornire i cittadini che il territorio lo vivono, lo abitano.
    Grazie per l’attenzione.

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