Cinque Terre, 9 donne borseggiatrici espulse con obbligo di dimora a Genova

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agenti della polfer controllano eventuali borseggiatori
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LA SPEZIA. 14 LUG. Allo scopo di fronteggiare il fenomeno dei borseggi e degli altri reati commessi quotidianamente sui treni in transito nelle stazioni ferroviarie delle Cinque Terre, il Procuratore della Repubblica e il Questore della Spezia, dopo le indagini del caso, hanno proposto e ottenuto dal Tribunale della Spezia l’irrogazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di dimora a Genova nei confronti di nove donne.

Le destinatarie di tali provvedimenti erano state tutte denunciate più volte per contravvenzione al foglio di via obbligatorio dai Comuni delle Cinque Terre, essendo state sorprese a sostare senza giustificato nelle stazioni di quelle località.

In varie occasioni, le donne, che non svolgono alcuna attività lavorativa e risultate proprietarie di numerose autovetture, erano anche state denunciate per furto con destrezza in danno di turisti, così da far ritenere che fossero abitualmente dedite a traffici delittuosi e che vivessero con tali attività.

 

La misura di prevenzione personale applicata è punita, in caso di violazione, ai sensi dell’articolo 75, comma secondo, del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione (decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159), norma che prevede la pena della reclusione da uno a cinque anni e l’arresto in caso di flagranza.

La situazione nelle stazioni delle Cinque Terre è costantemente monitorata dalle forze di polizia e eventuali ulteriori emergenze verranno contrastate con le stesse incisive modalità.

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