CICLISTA SPINGE PER TERRA MADRE E FIGLIA SULLO SCOOTER

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rotatoria piazzale kennedy

rotatoria piazzale kennedyGENOVA. 7 LUG. Un ciclista ha gettato a terra madre e figlia da uno scooter per questioni di viabilità stradale nella rotatoria di piazzale Kennedy alla Foce.

E’ quanto è successo pochi giorni fa in pieno centro a Genova. Trovatosi affiancato nella rotatoria di Piazzale Kennedy da uno scooter con due donne a bordo, G. 40 anni di Genova Sampierdarena non ha trovato altro di meglio da fare che fermarsi e gettare a terra le due con uno spintone.

Sono le 19 di venerdì scorso, la settimana è passata e nel tardo pomeriggio T. (25 anni) alla guida del suo scooter sta tornando a casa. Sulla sella, dietro di lei, c’è anche la madre A. (56 anni). Si immettono nella rotonda di Piazzale Kennedy con l’intenzione poi di proseguire verso Corso Italia.

 

Al momento di abbandonare la rotatoria e dirigersi verso la meta prefissata, T. scorge alla sua destra un ragazzone in bicicletta che è proprio sulla traiettoria che lei vorrebbe percorrere.

L’impasse è immediata e nella lenta ed indecisa danza su chi deve cedere il passo a chi, i due veicoli si fermano. La giovane fa in tempo a dire al ciclista che certo lui “non può superare sulla destra”.

Questa frase, unita all’onta della (presunta) mancata precedenza provoca nel ciclista cittadino una reazione spropositata: senza dire una parola alza il braccio quasi a caricare un pugno ma poi, forse intenerito dal fatto di avere di fronte due esponenti del sesso debole, si accontenta di dare uno sonoro spintone ad entrambe.

Madre e figlia cadono a terra incredule, e con loro lo scooter, di fronte ai fieri occhi dell’omone pedalatore ma soprattutto a quelli dei due agenti della Polizia Stradale che, a bordo dell’auto di servizio, hanno assistito alla scena qualche metro più indietro.

Mentre è ancora là che inveisce contro chi ha osato tanto, G. viene preso dagli agenti e trattenuto a fatica nel tentativo di farlo ragionare, almeno un poco.

A bordo dell’auto della Stradale, con il passare dei minuti, l’adrenalina scema per far posto alla consapevolezza di aver, detta con parole sue, “in effetti ho esagerato un po’ “.

In caserma viene accertato la negatività ad alcol o stupefacenti (vietati anche per chi conduce una bicicletta) tanto che G. è lucido quando sottoscrive la denuncia per lesioni volontarie a suo carico.

Mamma e figlia intanto sono andate al pronto soccorso per i dolori e le sbucciature dovute alla caduta, saranno giudicate entrambe guaribili in 5 giorni.

A livello europeo i ciclisti sono considerati utenti deboli della strada perché in caso di scontri o incidenti stradali solitamente hanno la peggio, ma evidentemente a qualcuno questa etichetta sta un po’ stretta.

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