Ci si diverte al Duse con Le Prenom

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Le Prenom al Teatro Duse
Le Prenom al Teatro Duse
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Le Prenom al Teatro Duse
Le Prenom al Teatro Duse

GENOVA. 22 NOV. Un’ora e quaranta minuti davvero divertenti quelli che si passano al Teatro Duse assistendo allo spettacolo “LE PRENOM” dei francesi Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière,  con la regia di Antonio Zavatteri.

Un’ora e quaranta minuti che però non lasciano nulla, e di questo non ha certo colpa il bravissimo Zavatteri, né gli altrettanto bravi attori della compagnia, il fatto è che il testo dei due francesi, rappresentato a Parigi nel 2010, pur avendo ottenuto sei nomination ai Prix Molière dell’anno successivo, è privo di contenuti veri, quelli che si portano a casa dopo lo spettacolo, quelli che lasciano dentro qualcosa di autentico ed importante. Non a caso questo testo si è adattato benissimo al grande schermo da cui sono stati tratti due fortunati film: “Cena tra amici” (2012) e “Il nome del figlio” (2015) di Francesca Archibugi.

La cena tra amici e parenti che doveva essere  una serata conviviale fra quarantenni della media borghesia, viene improvvisamente sconvolta da alcune rivelazioni. Il primo a creare subbuglio in casa è Vincent, fratello della padrona di casa che annunciando di diventare padre comunica anche di voler chiamare il figlio Adolphe  facendo esplodere l’incredulità e l’indignazione generale.  Ma risolto il fraintendimento, che altro non era che uno scherzo, arriva inaspettata un’altra notizia che mette in crisi tutti: uno di loro svela di essere l’amante della madre della padrona di casa e di Vincent. Insomma chi più ne ha più ne metta di colpi di scena . Tutto possibile, tutto reale anche (e soprattutto) nelle migliori famiglie, ma gli autori non vanno a fondo nell’analisi introspettiva dei personaggi, in quelle che possono essere le  loro vere problematicità, le sofferenze, i disagi. Tutto resta in superfice atto esclusivamente a divertire il pubblico. E si torna a casa “vuoti”.

 

Ma per fortuna ci sono loro, i cinque attori che vuoti non lo sono per nulla, anzi , e così tutta la loro bravura e capacità riescono a dare un po’ di spessore  non tanto ai personaggi che definiscono molto bene, quanto alla commedia stessa. Ottimi dunque Aldo Ottobrino( Vincent), Alberto Giusta (Pierre), Davide Lorino (Claude) e le due donne Alessia Giuliani (Elisabeth) e Gisella Szaniszlò (Anna). Funziona in quanto garbata e riuscita la regia di Antonio Zavatteri  supportata della pulita scenografia di Laura Benzi.

In scena fino al 6 dicembre.

FRANCESCA CAMPONERO

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