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Chiuso il Kustendorf con la premiazione degli studenti

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Il Festival di Kustendorf si e' chiuso la sera del 19 gennaio con la premiazione agli studenti autori dei Cortometraggi tecnicamente piu' meritevoli

MOKRA GORA. 22 GEN. Il Festival di Kustendorf si e’ chiuso la sera del 19 gennaio con la premiazione agli studenti autori dei Cortometraggi tecnicamente piu’ meritevoli e, soprattutto, nello stile della tradizione serba pura, con la tarantella caratteristica ed i canti popolari della tradizione balcanica, i quali lasciano una traccia di nostalgica bellezza nel cuore di noi europei occidentali, in parte uniformati ad un sistema senza più identita’.

Perche’ l’identità serba e’ forte. Sempre a testa alta. Per quanto l’ economia non sia propriamente fiorente, nessuno sta aspettando la “manna” dall’ Europa. Parlando con piu’ persone, il pensiero risulta allineato. Avrebbero gradito entrare in Europa in passato, non ora che il UE si profila come un ripiego in via di disgregazione. Che poi desiderano mantenere intatte le proprie tradizioni e la propria moneta, i dinari. Non disdegnano l’ Europa dal punto di vista culturale, ma non l’ Europa ad ogni costo. E Kusturica pare covare il medesimo pensiero.

In tal senso la notte si e’ trascorsa al Visconti, il ristorante che prende il nome dal celeberrimo regista nostrano e la band serba proveniente da Novi Sad, i 7 Tamburasa, ci ha emozionato con canti della vecchia tradizione serba, creando suggestioni sulla scia del Dottor Zivago. Tutti hanno ballato accompagnati da queste intense musiche. E’ sorprendente come in questo lembo di mondo le persone si divertano in modo sano e semplice, sorseggiando della rakija, la grappa locale.


Ma vediamo meglio cosa sia il Kustendorf. E’ un vilaggio di fatate casette di legno, che Emir Kusturica ha costruito con le proprie medesime mani almeno 11 anni fa. Con quali soldi? In parte con i propri, in parte con un finanziamento da parte del governo a scopo culturale. Sussiste infatti una collaborazione tra il Festival ed il Ministero della Cultura Serba.

Ai detrattori di Kusturica e’ opportuno far notare come con la costruzione del villaggio di Kustendorf, Emir abbia creato del lavoro stabile in un’ area rurale. Negli ultimi cinque anni di cui abbiamo diretta memoria, i camerieri che servono al ristorante Visconti, sono stabilmente gli stessi. E non sono stagionali. Due giorni successivi alla chiusa del festival, siamo ancora qui ed anche i camerieri e tutti i visi visti lavorare durante il festival. Tra l’ altro nei locali sono serviti esclusivamente prodotti biologici e succhi di frutta con la frutta che queste terre offrono. Proprio all’ interno del villaggio di Kustendorf negli ultimi due anni e’ stata costruita la fabbrica dei succhi di frutta, che offre occupazione a piu’ persone, garantendo il rispetto dell’ ambiente e la qualità di cio’ che si beve qui; in effetti i gusti che troviamo sono alle more, fragole e, soprattutto, ciliege, di cui la Serbia abbonda. Se chiedessimo un succo all’ ananas, di certo non lo troveremmo.

Lo stesso dicasi per l’ altro villaggio in pietra, costruito da Emir. Si tratta di Andricgrad, nell’ area di Visegrad, in Bosnia, dedicato al Premio Nobel per la Letteratura yugoslava Ivo Andric. Qualche detrattore sostiene che sia stato costruito sopra ad un cumulo di cadaveri. Il punto e’ che – come testimonia la gente di questi sofferti luoghi – durante il conflitto balcanico cadaveri, morte ed orrore infinito erano ovunque. Emir ha profuso tanta energia per donare una prospettiva alle proprie terre. E’ vero. Emir nasce a Sarajevo e vive nell’ area di Mokra Gora, distintissimo dalle vanita’ mondane. Musulmano d’ origine, si converte alla religione cristiano ortodossa, qui molto sentita come devozione e non in modo consumista alla maniera di parte dei cattolici. Quale critica muovere?

Forse che noi europei occidentali dovremmo imparare ad essere umili, perche’ non abbiamo un assetto sociale migliore. E forse peggiore. Perche’ qui c’è  una popolazione con scarse possibilita’ economiche, ma non si incontrano senza fissa dimora e persone che muoiano al gelo della notte. Per quanto concerne i migranti, a Belgrado, secondo le possibilita’ del governo, si offre loro assistenza. Che poi restano impigliati nella rotta balcanica, perche’ una buona parte dell’ Europa ha sollevato muri invalicabili.

E’ molto interessante essere cittadino UE, ma cosa resta dei valori su cui si e’ fondata?

Intanto dall’ Europa balcanica, Emir Kusturica, dopo quattro anni di fatica nel girare On The Milky Way con Monica Bellucci, film eccellente, da alcuni criticato per i sottesi riferimenti alla guerra, si dedica alla chiusura del nuovo album con la sua band No Smoking Orchestra e mette in cantiere la nuova pellicola che sara’ un documentario, sulla stessa stregua del film Maradona.  E con gioia dei cuori politicamente alternative, sara’ dedicato alla vita di José Alberto Musica Cordano, l’ ex Presidente dell’Uruguay che donava la maggior parte del proprio stipendio a persone bisognose ed ad ONG e che tratteneva per sé all’ incirca 800 euro al mese, in quanto sosteneva che la maggior parte dei suoi concittadini vivessero con ancor meno.

Interessantissimi i nuovi progetti cui Emir Kusturica sta lavorando. E quando si agisce bene, le critiche sono sempre dietro l’ angolo.

E’ stato un bel festival con pellicole valide, lontane dal consumo “usa e getta”. E tratterremo la bellezza del Kustendorf e di Mokra Gora in un respiro profondo da tirare fuori nei giorni duri ed economicamente precari che incontreremo sicuramente nell’ Europa che amiamo talvolta senza corresponsione.

Romina De Simone

 

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