Certosa divisa pure sui morti: un comitato non fa fiaccolata

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Dopo essere scesi in piazza per l'omicidio stradale di Giuseppe Buttaro ad opera di un immigrato ecuadoriano, ora i cittadini di Certosa protestano perl'arrivo di tossici e clandestini in arrivo
Fiaccolata a certosa partita alle 21, ma un comitato non ha aderito all'iniziativa, intesta al corteo i figli di Giuseppe Buttaro, ucciso dall'ecuadoriano ubriaco e drogato
Fiaccolata a Certosa partita stasera alle 21, ma un comitato non ha aderito all’iniziativa: in testa al corteo i figli di Giuseppe Buttaro, ucciso dall’ecuadoriano ubriaco e drogato

GENOVA. 29 GEN. Esprimono vicinanza alla famiglia di Giuseppe Buttaro, mugugnano e se la prendono un po’ con tutti i media, ma non aderiscono alla fiaccolata del quartiere in ricordo del finanziere ucciso e per chiedere più sicurezza. Il Comitato liberi cittadini di Certosa oggi ha diffuso un comunicato sul perché non ha aderito in forma ufficiale all’evento di stasera. E le polemiche continuano.

Intanto, è partita poco prima delle 21 la fiaccolata a Certosa. In testa al corteo di circa trecento persone, i figli di Giuseppe Buttaro, Sara e Matteo. Poi il governatore ligure Giovanni Toti e il vicepresidente del consiglio regionale Pippo Rossetti con la fedelissima Cristina Lodi (Pd) e l’altro consigliere comunale Stefano Anzalone.

Ecco il testo del volantino del comitato: “La fiaccolata, pur con lodevoli propositi di vicinanza alla famiglia, a parer nostro, per equità dovrebbe ricordare tutte le vittime di incidenti stradali avvenute nel nostro quartiere.

  • Solo così si può dare pari dignità a tutte le vittime e a tutte le famiglie che hanno vissuto identico dolore.
  • La fiaccolata deve essere preceduta da proposte concrete volte ad aumentare la sicurezza, non solo nel nostro quartiere, ma in tutta la città, affinché non resti semplice testimonianza, evitando accuratamente che possa essere strumentalizzata in qualunque altra direzione.
  • La notorietà ottenuta tramite i media deve essere utilizzata per rilanciare le proposte dei cittadini, invece è servita a rappresentare Certosa a tinte così fosche che potrebbe trasformarsi in un boomerang. Chi comprerebbe casa o aprirebbe un ‘attività in quartiere dove è rischioso mettere il naso fuori di casa?
  • Il tam tam mediatico, puramente strumentale all’audience, ha puntato l’attenzione non solo sul quartiere, ma anche sulla famiglia alla quale, forse, non è stato chiesto se gradiva o meno tanta notorietà.

 

Per tutti questi motivi e non per mancanza di sensibilità, il Comitato Liberi Cittadini di Certosa non aderisce“.

 

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