Certosa, aiuti alimentari umanitari gettati via nella rumenta

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I pacchi alimentari destinati per aiuti umanitari gettati via nella rumenta a Certosa
I pacchi alimentari destinati per aiuti umanitari gettati via nella rumenta a Certosa
I pacchi alimentari destinati per aiuti umanitari gettati via nella rumenta a Certosa

GENOVA. 13 GIU. Pacchi di pasta ed altro cibo con la dicitura “aiuto umanitario” finiti nella rumenta.

Non è solo uno spreco, ma è una vergogna. Anche perché  a soffrire la fame non sono soltanto alcuni immigrati, che  a frotte sbarcano in Italia ed invadono le nostre città.

Non si sa ancora chi siano i responsabili, ma è un fatto indubitabile che alcuni pacchi alimentari, destinati per aiuti umanitari, siano stati gettati nei bidoni della spazzatura in via Piombelli a Certosa.

 

La foto è stata scattata ieri da un genovese, che ha visto la vergogna sotto casa sua e l’ha postata sulla pagina Facebook del gruppo “Quelli di…Certosa”.

Quelli di Forza Nuova Genova, che da tempo fanno una campagna di distribuzione di alimenti agli italiani in difficoltà, l’hanno ripresa e hanno puntato il dito contro gli immigrati.

Tuttavia, non è per nulla certo che gli stranieri abbiano ricevuto i pacchi umanitari e poi li abbiano gettati via nella rumenta.

Forza Nuova ha intenzione di informare il prefetto dell’accaduto e “nelle prossime ore organizzerà una distribuzione alimentare ovviamente gratuita proprio nel cuore di Certosa per dare sostegno agli italiani vittime della presenza straniera”.

53 COMMENTI

  1. Veramente incredibile…….nn vergogno a dire che ricevo anche io il pacco dalla caritas perche siamo senza lavoro …e la roba che ci danno è talmente poca per quattro persone che alcune volte ci scoraggiamo…e ci passa la voglia di metterci un fila due ore . ..per poi nn portare a casa quasi niente….e vederla buttata mi sale una rabbia incredibile …

  2. Mario Rossi: Scusi, ma lei come definirebbe coloro che emigrano dai loro paesi e scelgono di immigrare nel paese del Bengodi e in Europa, anziché in altri paesi ricchi, dove non c’è la guerra, come, ad esempio, la più vicina e grande Arabia Saudita!?

  3. E veramente uno schifo …questa gente non solo fa in modo che chi veramente è bisognoso le viene dato poco..ma si permette il lusso di cestinare quanto le viene dato. .ma so rendono conto che è un gesto spregevole ma sopratutto un dispetto nei confronti di chi veramente nn ha più una lacrima da versare x le condizioni econom .. a questi signori …ospiti immigrati dico solo vergognatevi.

  4. …e non è la prima volta…molti mesi fà ho visto pacchi di pacchi, senza nominazione, ma con la bandiera Ue, con dicitura ” aiuto ue prodotto non commerciale”, buttati sul marciapiede…CHI Fà QUESTE COSE NON DOVREBBE PIù USUFRUIRE DI NESSUN AIUTO.

  5. Anche io vado a prendere i pacchi al Centro Ascolto del mio quartiere. E sono piu gli stranieri che gli italiani, di questi ultimi genovesi come me solo due o tre. Ma in questo caso non c’entra l’immigrato o no. Se guardate bene la foto le scatole del riso sono vuote, quel tipo di confezione ha all’interno il sacchetto di plastica sottovuoto. Avranno tenuto il riso e buttato le scatole ignorando la differenziata. In quanto ai ditalini è certamente uno spreco… Quanti ne ho mangiati, anche controvoglia perché ad un certo momento non erano disponibili che quelli…

    • i pacchi vengono dati agli italiani 1 volta allla settimana..agli extra ogni 15 giorni!!!e gli italiani voglione scegliere quello vhe vogliono!!!i pacchi sono fatti in base al fabbisogno del corpo ..non fatti a caso!!!cioe’ l’esenziale

  6. Maria Grazia sarti, io definisco immigrato chi dal proprio paese se ne va per andarsene in un altro. Chiunque esso sia e in qualunque paese.
    Se lei decidesse di andare a vivere all’estero ebbene sarebbe anche lei un immigrata.
    Detto ciò io ho soltanto sollevato la questione che questa pagina nomina sempre “gli immigrati” anche quando “gli immigrati” non c’entrano nulla, o comunque non c’è il minimo indizio per incolpare “gli immigrati che a frotte sbarcano in italia e invadono le nostre città”.

  7. Mario Rossi: Bene, allora non si capisce per quale motivo i giornalisti non possano scrivere immigrati, clandestini, stranieri etc. quando la cronaca quotidiana lo esige. Non è solo un dovere, ma è anche il diritto alla libertà di stampa, che nonostante quelli che la pensano come lei, per fortuna in Italia esiste ancora. A mio parere, LN cita tali termini quando è il caso e sempre in modo appropriato, pertinente e corretto. Per esempio, usare il termine profugo generalmente per tutti, quando la stragrande maggioranza di immigrati non ne ha lo status, è profondamente sbagliato perché non è vero e risulta una presa in giro nei confronti dei lettori. Invero, solo il 10-15% circa degli immigrati richiedenti asilo ottiene poi lo status di profugo. Peraltro, il termine immigrato (e lo sono stata anche io per un breve periodo in Francia) non è per nulla spregiativo. Come si evince in modo chiaro leggendo l’articolo, Forza Nuova oggi ha puntato il dito contro gli immigrati, ma il giornalista di LN in modo del tutto obiettivo e corretto non ha incolpato nessun immigrato di nulla. Anzi, ha spiegato che non si sa chi abbia gettato nella spazzatura il cibo destinato per aiuti umanitari. Lei invece fa disinformazione quando sostiene o vuole far intendere che gli immigrati non arrivino a frotte nel nostro Paese, né sia in atto un’invasione in Italia e in Europa perché i dati ufficiali e la quotidiana realtà sotto gli occhi, purtroppo confermano proprio quello che ha scritto il giornalista di LN (anche senza citare l’esempio del caos immigrati a Ventimiglia). Le società multiculturali funzionano a stento in paesi giovani come l’Australia, dove i controlli peraltro sono rigidissimi e le espulsioni o i respingimenti sono tantissimi. Si figuri qui da noi, dove entra chiunque.

  8. Maria Grazia sarti:
    Ok, ma cosa c’entrano gli immigrati con questo fatto? Hanno trovato del cibo buttato da NON SI SA CHI in un cassonetto, come fanno a dire che sono stati “gli immigrati”?
    Ogni scusa è buona per gridare al lupo al lupo!

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