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LA CENTRALE DI VADO VERSO LA CHIUSURA DEFINITIVA?

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La centrale Tirreno Power di Vado Ligure

centrale-vado-ligureSAVONA. 21 OTT. Tirreno Power, la società guidata al 50% da Gaz de France Suez e al 50% da Energia Italia (Sorgenia con Hera e Iren), che nella centrale di Vado ha due unità a carbone da 330 megawatt l’una, ha spiegato ai sindacati e ai lavoratori che “E’ impossibile applicare le prescrizioni per l’Aia e se tali prescrizioni verranno confermate, la centrale di Vado va verso la chiusura”.

Sono circa 800, 250 diretti e il resto delle società esterne, i lavoratori coinvolti.

Il gruppo istruttore dell’Aia nel suo documento tecnico ha stabilito tempi e limiti per la centrale che sono stati definiti dalla società inapplicabili.


Lo scorso 11 marzo, la centrale di Vado Ligure era stata sequestrata dal giudice di Savona con l’accusa di disastro ambientale.

Dopo il fermo, a otto mesi di distanza, la qualità dell’aria, secondo quanto reso pubblico dalla Regione Liguria, non è sostanzialmente cambiata.

Lo stesso giudice nel provvedimento ha riconosciuto che nessun limite di legge è stato superato dall’azienda, ma che vige un principio di precauzione con cui è stato motivato il fermo dell’impianto.

Alessandro Gaglione, direttore della centrale di Vado ha detto hai lavoratori: “L’azienda ha fatto tutto e continuerà a fare tutto il possibile per rimettere in funzione i gruppi a carbone, ma non possiamo fare l’impossibile. Le prescrizioni sono contraddittore e in molti casi inapplicabili. Se non verranno modificate nonostante l’impegno finanziario e tecnologico profuso, la centrale va verso la chiusura”.

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