Celebrazioni Gilberto Govi: la grande anima di Genova era fascista

4
CONDIVIDI
Gilberto Govi: la grande anima di Genova era fascista
Gilberto Govi: la grande anima di Genova era fascista
Gilberto Govi: la grande anima di Genova era fascista

GENOVA. 29 APR. A 50 anni dalla sua scomparsa, nei giorni scorsi lo hanno celebrato un po’ tutti: dalla Regione Liguria al Comune di Genova, ai concittadini di destra e di sinistra.

Forse, però, non tutti sanno che il grande artista Gilberto Govi, fondatore del Teatro dialettale genovese, era stato un fascista ed aveva convintamente aderito alla Repubblica di Salò, nata dopo l’otto settembre 1943.

Secondo gli storici, il mitico attore ed anima di Genova era stato prima anarchico, poi interventista e quindi collaborò all’Avanti di Benito Mussolini, che con altre personalità del Pnf lo apprezzava molto per le sue doti di artista e di uomo, al punto che il regime organizzò per lui una tournée a Tripoli. In uno dei suoi spettacoli al Teatro Universale di Genova, nel cui atrio era esposto il motore di un aereo alleato abbattuto dalla nostra contraerea, esortò i giovani ad arruolarsi nella gloriosa “Xa Flottiglia M.A.S.”.

 

Durante il periodo post bellico, insieme ad alcuni artisti e uomini italiani con la schiena dritta, troppo grandi ed apprezzati dal pubblico per essere annichiliti dalla propaganda culturale comunista, Gilberto Govi diventò uno dei “perdenti di successo”, che al contrario di tanti altri, come l’ex paracadutista della G.N.R. Dario Fo, non si lasciarono “defascistizzare” più di tanto.

Negli ultimi anni di vita, non nascose mai il suo pensiero liberale, molto conservatore.

“È vergognoso – hanno spiegato oggi quelli di Forza Nuova – che le istituzioni locali con in testa il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone (Lega Nord) e l’assessore Ilaria Cavo (gruppo Toti), abbiano volutamente ignorato, omesso, cancellato il fatto che Gilberto Govi fosse un convinto fascista ed avesse aderito convintamente alla Repubblica Sociale Italiana, tanto da dedicare un intero incasso alla sottoscrizione per un Mas alla Marina Repubblicana.

All’ultimo fascismo, quello più tragico ma al tempo stesso più eroico, aderirono spontaneamente uomini e donne che negli anni successivi divennero scrittori, attori, sportivi, politici, poeti, uomini della televisione conosciuti e stimati in tutto il mondo.

Cancellare la storia personale di un personaggio famoso perché ritenuta scomoda da parte della politica, è un atteggiamento meschino e stupido degno dell’attuale classe dirigente”. Fabrizio Graffione

 

4 COMMENTI

  1. Idee politiche a parte, molti gli rimproverano di aver venduto un immagine ridicola e molto riduttiva dei genovesi. Come diceva la mia amica Ada “rende il genovese solo ridicolo, come piace ai milanesi!” E questo gli aveva reso molto!

LASCIA UN COMMENTO