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Cassimatis vince ricorso: a Genova (forse) elezioni senza M5S, come in Sardegna

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Marika Cassimatis con il consigliere comunale FdS Antonio Bruno

GENOVA. 10 APR. Beppe Grillo annulla Marika Cassimatis ed indice nuove Comunarie nazionali, vinte da Luca Pirondini, estromettendo la professoressa genovese, ma il giudice annulla le decisioni di Beppe Grillo. Tutto da rifare.

Marika Cassimatis stamane ha vinto il ricorso in Tribunale, presentato dall’avvocato Lorenzo Borré (fuoruscito dal M5S). Il giudice le ha dato ragione sia per le prime Comunarie locali, sia per le seconde Comunarie nazionali.

Luca Pirondini, quindi, non è più il candidato sindaco di Genova per il M5S. Tuttavia, la professoressa genovese rimane sospesa dal Movimento. Pertanto, neppure lei risulta candidata sindaca di Genova per il M5S.


Su Facebook la prof. Cassimatis ha pubblicato un post con una foto scattata insieme al consigliere comunale di Fds Antonio Bruno. E’ probabile, quindi, una convergenza della Sinistra con il quarto polo dell’ex capogruppo comunale M5S Paolo Putti. Quello che conta, però, è che ora a Genova potrebbe succedere quanto è già accaduto per le regionali in Sardegna: al voto delle amministrative dell’11 giugno senza M5S.

Sul fronte giuridico, il magistrato genovese non ha accolto l’eccezione presentata venerdì dai legali di Beppe Grillo, secondo cui Cassimatis avrebbe avuto una carenza di interesse in base alla sospensione dal Movimento comunicata dal garante pentastellato poche ore prima dell’inizio del processo. Quindi e’ entrato nel merito del ricorso annullando l’efficacia “della decisione assunta il 14 marzo 2017 da Giuseppe Piero Grillo (Beppe Grillo, ndr) di escludere la lista Cassimatis dal percorso selettivo interno e dal procedimento elettorale relativo al rinnovo del Consiglio comunale ed all’elezione del sindaco del Comune di Genova” e “della deliberazione/votazione del 17 marzo 2017 con cui l’assemblea in rete degli iscritti certificati ha deciso la presentazione del signor Luca Pirondini come candidato sindaco e la presentazione della lista dei nominativi ad esso collegata, per i candidati consiglieri comunali”.

Il giudice Roberto Braccialini ha inoltre spiegato nell’ordinanza che Beppe Grillo, pur essendo il “capo politico” del Movimento 5 Stelle, non ha il potere di veto sulle decisioni delle assemblee telematiche e tali decisioni sono vincolanti per lui e per gli eletti, fissando alcuni principi fondamentali  e democratici sulla vicenda del caso Genova:  “Nonostante non sia particolarmente agevole ricostruire le regole organizzative del Movimento e l’istanza dirigista riconosciuta a Grillo, quest’ultimo non ha un potere di intervento nel procedimento di selezione delle candidature. Le assemblee telematiche producono deliberazioni vincolanti per il capo politico e per gli eletti. Grillo ha un ruolo di indirizzo e impulso particolarmente penetrante che però, in materia di candidature locali, non si identifica nel diritto di ultima parola”.

“Un candidato c’è ed è Marika Cassimatis – ha aggiunto l’avvocato Borré – il Movimento, se non la candidasse, dovrebbe boicottare una decisione del giudice”. Formalmente Cassimatis risulta ancora in corsa per le elezioni amministrative, ma Grillo potrebbe impedirle di usare il simbolo M5S. Il simbolo è di una associazione registrata da Grillo nel 2012, dal commercialista Andrea Nadasi e dal nipote di Grillo, l’avvocato Enrico Grillo.

 

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