Caso moglie del pm, Bruzzone: senza di lei risparmio 110mila euro

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Paita a Bruzzone: lei è un pagliaccio, seduta sospesa in consiglio regionale
Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone
Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone (Lega)

GENOVA. 1 GIU. Caso moglie del pm in Regione. Questa mattina il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone, nella riunione dell’ufficio di presidenza allargato ai capigruppo, ha fornito una relazione di natura politico amministrativa sulla riorganizzazione degli uffici del consiglio regionale, che era stata avviata nella precedente legislatura ed è tuttora in corso.  In questo percorso, si inseriscono anche le procedure che riguardano la figura fiduciaria del capo di gabinetto, attualmente non più ricoperto da Afra Serini, moglie del pm genovese Alberto Lari, assunta all’epoca di Monteleone (Udc) e confermata da Boffa (Pd) ma non dall’attuale presidente leghista. Bruzzone oggi ha fatto sapere che non intende ricoprire quell’incarico “in coerenza con le scelte già assunte nel suo precedente incarico da presidente dell’Assemblea legislativa dal 2002 al 2005”.

«Ho sperimentato in quella occasione che gli uffici del gabinetto – ha dichiarato Bruzzone – possono funzionare anche in assenza di uno specifico dirigente e, in questo particolare contesto di contenimento delle spese, rinunciando a questa nomina si otterrà un risparmio di circa 110 mila euro all’anno».

Al termine della riunione, i capigruppo hanno chiesto una relazione dettagliata sull’iter amministrativo per verificare la corrispondenza dei provvedimenti in itinere con quanto apparso sui media in relazione ad alcuni incarichi di vertice non rinnovati. Il presidente ha impegnato gli uffici a redigere  e a far pervenire ai consiglieri la relazione richiesta, oltre al verbale dell’incontro della mattina.

 

Nel corso della conferenza, alcuni capigruppo hanno posto domande di merito  relativamente ai fatti su cui è impegnata la procura genovese, che sta indagando su Bruzzone e l’addetta alla segreteria Anna Cavallini  per l’ipotesi di induzione alla concussione, ma il presidente ha manifestato l’inopportunità di trattare tali argomenti specifici per rispettare sia il lavoro della magistratura sia il ruolo del  consiglio regionale. Bruzzone, tuttavia, ha ribadito la propria totale disponibilità a chiarire gli aspetti di natura tecnico amministrativa di riorganizzazione interna degli uffici.

«Ho ritenuto giusto garantire  il massimo livello di soddisfazione – conclude Bruzzone – alle richieste dei colleghi consiglieri e quindi, alla fine dell’incontro, ho più volte domandato se c’erano ulteriori quesiti. Spiace, quindi, leggere alcune dichiarazioni rilasciate successivamente, che contraddicono l’atteggiamento assunto dai colleghi in Conferenza, ma questo – conclude – appartiene alla sfera della tattica politica».

 

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