Caso moglie del pm, Bruzzone: in procura non farò scena muta

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Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone, appassionato cacciatore
Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone, cacciatore sfegatato
Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone, cacciatore sfegatato

GENOVA. 29 MAG. “Sono tranquillo. Anzi, non vedo l’ora di chiarire la mia posizione. Domani pomeriggio andrò in procura e risponderò alle domande del pm, anche se non so ancora se sarò sentito come indagato o come persona informata sui fatti. Comunque, sono estraneo ad ogni addebito”.

Scarponcini zuppi d’acqua ed occhialoni appannati. Giaccone e cappuccio impermeabile mimetico da perfetto cacciatore. Oggi pomeriggio il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone era in piazza a Milano per assistere, sotto l’acquazzone, al comizio elettorale di Matteo Salvini e degli altri big della Lega Nord.

Bruzzone, però, si trova più che altro sotto il diluvio delle polemiche sul caso della dirigente regionale Afra Serini, moglie del pm genovese Alberto Lari, passata dalla Provincia alla Regione durante la presidenza Monteleone (Udc) e confermata nella particolare posizione di fiducia di capo di gabinetto durante quella di Boffa (Pd) ma non riconfermata dal nuovo presidente leghista.

 

Nell’esposto presentato tempo fa in procura e, come una bomba ad orologeria, venuto alla luce a sette giorni dalle elezioni amministrative, la moglie del pm che non piace alla Lega ha coinvolto Bruzzone  e l’addetta alla segreteria della presidenza Anna Cavallini.

L’ipotesi di reato potrebbe essere quella relativa all’art. 319 quater del codice penale: indebita induzione a dare o promettere utilità. In sostanza, la dirigente potrebbe essere stata indotta ad intervenire presso i colleghi del marito per limitare i danni dell’inchiesta Spese pazze, per cui Bruzzone nel febbraio scorso è stato rinviato a giudizio insieme ad altri consiglieri ed ex consiglieri regionali.

Le presunte pressioni sarebbero avvenute addirittura negli uffici del palazzo della Regione.

Tuttavia, se risulteranno indizi ed elementi sufficienti per ipotizzare dei reati, gli atti del procedimento potrebbero essere trasferiti a Torino, che è la sede competente per le questioni che coinvolgono magistrati e parenti dei magistrati genovesi.

 

 

 

 

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