Caruggi, passeggiata del nuovo questore: mi sembrava di essere all’estero

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Il questore di Genova Sergio Bracco: dodici tifosi colpiti da Daspo

GENOVA. 7 SET. “Non ho avuto paura, però mi sembrava di essere all’estero”.

Il nuovo questore di Genova, Sergio Bracco, ieri si è concesso un po’ di riposo, ma, si sa, un poliziotto è sempre “operativo”: H24, sette giorni su sette.

Così ha deciso di fare una passeggiata da solo per i caruggi e, alla fine, ha commentato così il tour che ha toccato Prè, Maddalena e i vicoli percorsi durante il rientro a piedi in centro città e quindi alla Foce.

 

Bracco ha spiegato che non si tratta solo di un problema di polizia, ma anche sociale: “Il centro storico di genova architettonicamente è affascinante. Bisogna riprendersi il territorio, dare la possibilità ai giovani di aprire un’attività commerciale, riconquistare spazi sottraendoli alla criminalità. Occorre l’impegno di tutti. Da parte nostra aumenteremo la presenza degli agenti sul territorio, intensificando anche le attività investigative”.

82 COMMENTI

  1. gentile questore prenda in esame anche questi controlli!!!
    Al loro posto quelli che vengono definiti Mini Market. Infatti oltre la frutta e verdura, molte volte vengono venduti altri generi di prima utilità. Persino bevande alcoliche. Tutti i settori, soprattutto negli ultimi cinque anni, ha assistito a una lenta ma costante avanzata di piccoli imprenditori stranieri in particolare provenienti dal Bangladesh, Senegal e Marocco, che hanno trovato nelle frutterie una facile via d’accesso per guadagnarsi un posto nel settore del commercio al dettaglio italiano. Soppiantando di fatto i rivenditori genovesi, che pagando regolarmente le tasse non riescono a concorrere con quest’ultimi arrivati.Anche se si presentano esposti, alla Guardia di Finanza e all’Assessorato alle Attività Produttive contro i mini market che troppo spesso eludono il fisco e fanno concorrenza sleale con piccoli escamotage. Ci sono negozi, storici da generazioni, che non possono più andare avanti: “Al contrario di loro che basta solo l’investimento iniziale per aprire o subentrare in un negozio. Poi i costi di gestione di queste fantomatichi negozi stranieri sono ridotti al minimo. Titolari e nome delle società che cambiano anche tre, quattro volte l’anno sono solo alcuni dei piccoli escamotage che attuano per aggirare il fisco. Fisco che noi cittadini Genovesi, italiani paghiamo con il sudore delle fronte da anni e molte volte quando non riusciamo ci vediamo costretti a chiudere l’attività”. E la situazione che molti raccontano, sembra prendere sempre più piede. Questo anche grazie agli insufficienti controlli amministrativi, alla poca cura dei locali, alla merce venduta a costi ribassati perché di seconda mano e, non per ultimi, gli orari. Questi Mini Market stranieri infatti restano aperti tra le 16 e 18 ore al giorno. Per rientrare delle spese e per azzerare i costi del personale molti di coloro che vendono la frutta e o altro rimangono a dormire nel negozio. Alcuni ne hanno fatto la loro casa. Qui in centro storico molti le chiamano frutterie allargate. E allargate lo sono in tutti i sensi: perché occupano il suolo pubblico in maniera illegittima e vendono merce che esula dalla loro licenza. accanto alla frutta, sistemata sui marciapiedi, sono esposti detersivi, biscotti e pasta. Alcune hanno addirittura un frigobar per gli alcolici. Ma esporre cibo fuori dai locali è contro la legge. Possono farlo solo bar e ristoranti, pagando le tasse per l’occupazione del suolo pubblico. E mentre in alcune zone di Genova come i quartieri residenziai Genova Albaro, Levante Quarto, Quinto Nervi, le frutterie allargate/negozi etnici sembrano non prendere piede, in centro Storico spuntano come funghi; ho notato in Centro Storico che in soli dieci giorni, ne sono nate tre a distanza di poche centinaia di metri. Hanno preso il posto di panifici, di un negozio di borse e di un barbiere. Basta percorrere Via Canetto il Lungo, Via del Campo, Via di Pre’, ho sentito una propreraria di Locali dire: “Tutti hanno il diritto di lavorare ma non è giusto esser tartassati dai controlli quando poi loro non rispettano la legge. Guardia di finanza, Agenzia delle Entrate, Nas e Asl fanno continui blitz. Le condizioni igieniche devono essere perfette, altrimenti ci bastonano con le multe”. “Troppo spesso assistiamo a comportamenti scorretti da parte di questi minimarket, condotti da stranieri, che vendono non solo frutta e verdura ma anche bevande alcoliche. In questo caso, però, invece di battere regolari scontrini con il 22% di Iva, come accade a qualsiasi esercizio commerciale, al dettaglio o all’ingrosso, che vende al pubblico vino, birra e liquori, battono scontrini con il 4% di Iva come se vendessero frutta o altri generi alimentari. Si è verificato che su dieci esercizi almeno sette usano questo stratagemma per pagare meno Iva. Si calcola che su 1000 euro di incasso 180 finiscono nelle casse di questi imprenditori che eludono così il fisco. Moltiplichiamolo per centinaia di frutterie e minimarket stranieri sparsi sul territorio, per migliaia di bottiglie e bevande vendute ogni giorno, ecco che l’evasione è a più zeri”. In effetti rimane difficile restare indifferenti a questo fenomeno.

  2. Sì, appunto, al massimo ci sono pochi italiani, in certi luoghi, ma essere convinti di stare nel Bronx, come descrive certa gente è esagerato… per di più, il nuovo questore viene da Roma, quindi direi che dovrebbe essere lui a descrivere lo stato della città, invece di semplici cittadini annoiati…

  3. Speriamo si renda conto di cosa potrebbe essere il nostro bellissimo centro storico se fosse ripulito, ben frequentato e soprattutto sicuro. Il negozianti alle 19 chiudono e scappano via per paura perché si scatena la malavita di tutti i tipi .

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