Carta esercizio ambulanti, Paita attacca Rixi: non funziona

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I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Pippo Rossetti

GENOVA. 12 OTT. “La legge sulla Carta di esercizio per gli ambulanti non sta funzionando. L’assessore Rixi e la maggioranza di centrodestra, come sempre, navigano a vista e stanno facendo rischiare grosso alle attività commerciali”.

Lo hanno dichiarato oggi i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita, Juri Michelucci e Giovanni Lunardon, che hanno attaccatoi l’assessore allo Sviluppo economico Edoardo Rixi.

“Questa mattina, lo stesso Rixi, in Commissione – hanno spiegato i tre consiglieri d’opposizione – ha chiesto una proroga fino al 31 dicembre per l’applicazione delle sanzioni legate a questo strumento. Il Pd è favorevole alla proroga, ma questo rinvio, da solo, non è sufficiente, se non si mette mano al più presto alla Carta di esercizio e non si risolvono i problemi e le carenze che questa legge ancora contiene. Proprio per questo il Partito Democratico ha chiesto un’audizione delle associazioni di categoria: richiesta che però è stata incredibilmente negata dalla maggioranza.

 

Basta leggere i dati relativi al Comune di Genova per capire che, se non agiamo subito, il 31 dicembre prossimo, ci troveremo nella stessa situazione di oggi. E a quel punto sarà troppo tardi per intervenire.

Sul territorio genovese, infatti, sul fronte dei mercati rionali, finora sono state rilasciate 395 attestazioni su 804 totali; mentre l’Ufficio ambulanti ha dato il via libera a circa 550 richieste su un numero complessivo di 1850 operatori interessati. Dati che dimostrano le difficoltà che hanno gli ambulanti liguri a mettersi in regola con questa nuova Carta dei esercizio ideata dalla Regione”.

Secondo il Partito Democratico (e come peraltro era già stato rilevato alcuni mesi fa) le criticità principali sono due: il fatto che la Regione scarichi completamente sui Comuni l’onere degli accertamenti e la mancanza di un fondo di garanzia per gli ambulanti che hanno difficoltà a mettersi in regola.

“Per quanto riguarda le verifiche – hanno aggiunto i consiglieri del Pd – il problema maggiore è l’incrocio delle diverse banche dati. La Lombardia, per esempio, ha ideato e finanziato un software, che consente di effettuare agevolmente quest’attività. Se non si vuole seguire questa strada si potrebbe comunque optare per una convenzione fra Regione e Unioncamere, visto che le amministrazioni locali non dispongono delle risorse necessarie per attivare tali convenzioni.

Sul fronte della regolarizzazione, invece, da mesi sosteniamo che l’ente regionale debba istituire, tramite Filse, un fondo di garanzia per coloro che vogliono rimettersi in sesto, magari dialogando col fondo antiusura e con la Rete Fidi Liguria.

Insomma la Giunta deve intervenire direttamente per consentire a questa sua legge di funzionare. Negare audizioni, svilendo tra l’altro il ruolo dei consiglieri, o continuare a procedere a tentoni proroga dopo proroga non porta a nulla se non si mette mano rapidamente ai limiti che la Carta di esercizio ha evidenziato in questi mesi”.

 

4 COMMENTI

  1. Tu invece si. Infatti come sta fottendo l Italia il Pd ti riempie…di clandestini contro i nostri disoccupati. Belin mea,devi esserne orgoglioso. Pensa se succede a te. A chi dai la colpa? Alla fata turchina?

  2. Uno che tifa Sala che regala soldi a chi si prende.un clandestino mentre ci sono delle beline disoccupate.che.continuano a votarli……e si,non la fata Turchina, Cappuccetto Rosso ne ha colpa!!!

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