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Carige: trovata la via giusta per il risanamento della banca

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Carige: trovata la via giusta per il risanamento della banca

La prima fase dell’aumento di capitale della Banca Carige si è completato. Sono stati raccolti 377 milioni di euro, su 560 milioni chiesti al mercato, che però saranno completati da un pool di banche. Le opzioni del valore di 500 milioni hanno recuperato adesioni per 331 milioni, cioè il 66% delle azioni offerte; banca Intesa ha dato 46 milioni, Generali e Unipol hanno convertito parte dei loro bond nella parte riservata agli obbligazionisti subordinati.

Le azioni inoptate*, su cui ci sono impegni di 120 milioni di euro da parte di cinque investitori, queste azioni verranno offerte in Borsa secondo un calendario ancora da definire. Se Malacalza Investimenti sarà autorizzato dalla Bce, potrebbe assorbire una buona parte dell’ inoptato, cioè investendo 69,5 milioni di euro per passare dal 17,6% al 28% del capitale.

Se ci sarà un residuare di azioni non sottoscritte saranno  passate al consorzio di garanzia. A sottoscrivere la ricapitalizzazione sono stati i soci forti della banca, che ne hanno coperto circa il 30%, con Malacalza Investimenti (17,6%) e Gabriele Volpi (9,9%).


La firma della cessione di Creditis a Chenavari Investments, il cui valore  dovrebbe essere circa 100 milioni sarà associata all’impegno del fondo a sottoscrivere fino a 40 milioni di euro di inoptato. Alla Sga del Tesoro, che si è impegnata a rilevare fino al 6% dell’aumento, dovrebbe invece essere destinato un pacchetto di 200 milioni di sofferenze.

Nel tardo pomeriggio del 6 dicembre presso l’aula consigliare del Comune di Recco durante il dibattito Gianluca Guaitani Dir. Commerciale di banca Carige e  Gianfranco Lertora, area manager Genova levante ligure hanno cercato di rassicurare i risparmiatori, artigiani e gli imprenditori reccesi sulle capacità dei dirigenti della banca e, dando per quasi certo la riuscita dell’aumento di capitale, rassicuravano le molte persone della città che la banca ha preso la via giusta cioè quella del risanamento finanziario rafforzando il capitale.

*Estrapoliamo da Diritto Privato la definizione della parola  ”inoptati”.: I diritti non esercitati entro la scadenza prevista si definiscono ”inoptati”: Essi tornano nella disponibilità dell’Emittente, che li propone in vendita in un’asta dedicata della durata di cinque giorni (20% dell’offerta per ciascun giorno), durante i quali compariranno sul book un unico ordine di vendita al meglio in lettera e diverse proposte degli aspiranti compratori in denaro: il diritto inoptato, quindi, può essere solo acquistato. ABov.

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