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Cacciatori e modifica legge regionale, Piana (Lega): categoria ingiustamente vessata

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Caccia cinghiale (foto di repertorio)

GENOVA. 3 MAG. Il Consiglio regionale della Liguria, su proposta del capogruppo del Carroccio Alessandro Piana, ieri ha approvato alcune modifiche alla Legge regionale sulla caccia (n. 29 del 1° luglio 1994).

“La competenza sulla caccia – spiega Piana – è passata dalle Province alle Regioni. Si è trattato, in sostanza, di mettere a posto una serie di refusi e di precisare alcuni passaggi a tutela di una categoria, quella dei cacciatori, sempre più ingiustamente vessata.

Con queste modifiche, che sono di buonsenso, abbiamo fatto chiarezza. Per esempio, abbiamo anche introdotto l’obbligo per il cacciatore di indicare, negli appositi spazi relativi alla fauna stanziale e migratoria, la sigla del capo abbattuto subito dopo l’abbattimento accertato.


Proprio quest’ultimo termine, che è stato aggiunto, ha la funzione sia di rafforzare il concetto espresso nell’articolo di Legge, sia di evitare errori e qualunque fraintendimento od incomprensione con gli agenti di vigilanza venatoria (guardiacaccia).

Facciamo i complimenti all’assessore regionale Stefano Mai per il suo impegno ed agli Uffici della Regione per la competenza dimostrata in materia”.

Di diverso avviso il consigliere regionale del M5S Marco De Ferrari: “Con quella approvata oggi dal Partito Unico della caccia, siamo a 233 modifiche alla legge venatoria regionale in 23 anni! Un record mondiale di cui purtroppo c’è poco da essere fieri. Un’assurda media di dieci articoli all’anno. Il tutto ha creato e sta creando una confusione normativa regionale che non ha pari sul territorio nazionale!

La legge regionale del ’94 è stata emendata, distorta, stravolta, modificata, per poi essere ratificata dall’asse Pd-Lega, e spesso impugnata dalla Consulta per chiari profili di incostituzionalità. Per poi ricominciare daccapo, in un circolo vizioso che deroga in modo perpetuo l’attività venatoria, a beneficio degli ‘amici”’cacciatori, sottraendo tempo prezioso alla Commissione Attività produttive e ai cittadini liguri, che vorrebbero vedere affrontati i problemi reali della nostra regione, in un territorio sempre più colpito dalla crisi dilagante occupazionale ed economica”.

 

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