Business immigrati, Rosso: ora basta, FdI presenta nuova legge

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Business immigrati: un corteo di protesta di FdI con Rosso e balleari davanti a Palazzo Tursi

GENOVA. 18 OTT. «Anche in Liguria, come nel resto del Paese, la gestione dell’immigrazione, affidata dal governo a cooperative e a privati, sta assumendo ogni giorno di più le dimensioni di un enorme business di cui non si conoscono dati precisi sulle spese. Alla base dell’attuale giungla c’è una normativa nazionale che non prevede che i soggetti che gestiscono l’accoglienza dichiarino come hanno speso le migliaia e migliaia di fondi pubblici, quindi dei cittadini. Pertanto, anche in Liguria, come già in altre Regioni, presenteremo un progetto di legge statale per la revisione di questa assurda legge che risale addirittura a 20 anni fa, quando non esisteva di certo l’emergenza sbarchi così come la stiamo vivendo oggi, ormai da mesi e mesi».

Lo ha dichiarato oggi Matteo Rosso, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, che insieme ai colleghi consiglieri di FdI di Veneto, Toscana, Piemonte, Sardegna e Lombardia ha predisposto il progetto di Legge statale per controllare in modo più efficace il sistema di accoglienza e gestione dei profughi da parte di vari soggetti privati, rivedendo il decreto del ministero dell’Interno (n. 233 del 2 gennaio 1996). Al progetto di legge, che verrà sottoposto alla Camera, seguirà anche una raccolta firme.

«È necessario – ha aggiunto Rosso – fare chiarezza su un vero e proprio business da 4 miliardi di euro all’anno, solo nel 2016, circa 11 milioni al giorno che finiscono in un buco nero e senza fondo, legato alla gestione degli immigrati irregolari che continuano a giungere in Italia senza sosta».

 

Gli ultimi dati ufficiali forniti dal Ministero alla fine del 2015 evidenziano la presenza nel territorio nazionale di 14 centri di accoglienza, 5 centri di identificazione ed espulsione, 1.861 strutture temporanee e 430 progetti del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

«Il fenomeno – ha continuato Rosso – della prolificazione di soggetti che accolgono immigrati è in continua crescita generando il fondato pericolo di una spesa pubblica, a carico dei cittadini, del tutto incontrollata. Siamo preoccupati che se si continua a dare carta bianca, senza alcun riscontro oggettivo di come siano stati impiegati i soldi dati per l’accoglienza, si favorisca una speculazione di vari soggetti privati con un enorme spreco di risorse. Il Parlamento italiano deve intervenire con urgenza approvando una legge che tagli il business dell’immigrazione, interrompendo un circolo vizioso che pesa enormemente sul bilancio pubblico e che mette a rischio le risorse dedicate a serie politiche sociosanitarie a favore delle famiglie e delle fasce più deboli delle nostre comunità, per esempio disabili e anziani».

 

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