Business immigrati, Fossati: solo a Imperia spesi 5 milioni di euro in 9 mesi

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Il consigliere comunale di Imperia Giuseppe Fossati
Il consigliere comunale di Imperia Giuseppe Fossati
Il consigliere comunale di Imperia Giuseppe Fossati

IMPERIA. 27 AGO. Dai dati forniti anche daLeft Lab e Comune di Genova, in Liguria il business immigrati vale oltre 30 milioni di euro e nel capoluogo ligure oltre 10 milioni. Tuttavia, con il caos di Ventimiglia e le nuove ondate di stranieri del 2016, si tratta di cifre che potrebbero essere riviste al rialzo.

“Quasi 5 milioni di euro per assistere i migranti sbarcati nel Sud Italia e gestiti dalle Coop che operano in provincia di Imperia”.

Lo ha dichiarato l’altro giorno il consigliere comunale di Imperia Riparte, Giuseppe Fossati, che con scrupolosità è andato a spulciare i dati ufficiali pubblicati sul web dalla prefettura imperiese e quindi ha comunicato il risultato della ricerca.

 

“Consiglierei di fare un giro – ha spiegato Fossati – sul sito della Prefettura di Imperia, si trovano documenti interessanti. Per la cronaca, queste cooperative di sedicenti benefattori si sono aggiudicate un appalto della Prefettura di Imperia di oltre 4.800.000 euro, per il periodo da aprile a dicembre 2016, per ‘assistere’ sino a 500 persone. Sappiatelo”.

“Il bando – ha aggiunto Fossati – era per ‘la messa a disposizione di vitto e alloggio, la gestione amministrativa degli ospiti, l’assistenza generica alla persona compresa la mediazione linguistica, l’informazione normativa, il primo orientamento ed assistenza alla formalizzazione della richiesta di protezione internazionale, l’assistenza sanitaria da effettuarsi presso i presidi sanitari territoriali, il servizio di pulizia ed igiene ambientale, la raccolta dei rifiuti, la lavanderia, la fornitura di biancheria e abbigliamento adeguato alla stagione, prodotti per l’igiene, pocket money di € 2,50 al giorno, una tessera/ ricarica telefonica di € 15,00 all’arrivo, ove non erogata all’arrivo nell’hub regionale.’ Credo non servano commenti. Un bel business per qualcuno, un costo enorme per la collettività, un modo inaccettabile, secondo me, di spendere il denaro pubblico”.

 

 

 

 

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