Bus in area metropolitana, i sindacati: a spese dei comuni

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GENOVA. 19 SET. Polemica in questi giorni tra i Comuni dell’Area Metropolitana e Atp in merito al trasporto pubblico locale. Rapallo o Borzonasca hanno dovuto constatare come la nuova politica aziendale, in alcuni comuni tagli le corse, anche in orario scolastico.

“Nei mesi scorsi – spiegano i sindacati di categoria Filt Cgil Fit Cisl Uil trasporti Faisa e Ugl Genova – furono proprio i comuni ad accettare l’idea di dismettere la proprietà pubblica di Atp, nella convinzione che una azienda privata potesse far meglio, e a costi contenuti, quello che per anni non era riuscito al pubblico. Molti Comuni, abbagliati dalla luce del privato non avevano tenuto in considerazione il rischio di peggioramento del servizio e delle condizioni di lavoro sostenendo che i nuovi soci avrebbero avuto un ruolo di meri finanziatori”.

Non è stato così. Oggi Autoguidovie chiede ai Comuni risorse per erogare il servizio.

 

La politica industriale dei famosi Soci finanziatori è quella de ‘il servizio si paga’ e non importa se i comuni hanno o non hanno le risorse per pagarsi il bus che li toglie dall’isolamento.

Il nuovo modello organizzativo di Autoguidovie è quello del mercato che porta a tenere in piedi le sole linee che fruttano.

Secondo la Cgil “i soli responsabili di questo disastro sono i sindaci della Città Metropolitana che in qualità di azionista di maggioranza è responsabile delle ricadute sul territorio e sul servizio ai cittadini che corrono il rischio di trovarsi senza trasporti o con servizi molto ridotti.

Il sindacato aveva lanciato un grido d’allarme ma era stato tacciato di difendere esclusivamente degli interessi dei lavoratori senza curarsi della sostenibilità del sistema.

Giunti a questo punto ci si augura che quanto sta avvenendo faccia riflettere la Città Metropolitana e i comuni azionisti sulle scelte fatte senza dimenticarsi dei servizi all’entroterra e delle loro frazioni”.

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