Buonsensisti Pd come Toti e Rixi: ridurre tasse e GE-MI in 60′

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Il candidato sindaco del Pd Simone Regazzoni e il tesoriere regionale del partito democratico Giovanni Battista Raggi

GENOVA. 18 SET. “La situazione genovese, sul fronte del lavoro, è drammatica. Alla crisi di Ilva, che ormai si trascina da anni, si sono aggiunte le situazioni Siemens, Ericsson, Piaggio, Hanjin, Banca Carige. Inoltre il progetto Erzelli – fondamentale per il futuro della nostra città – appare arenato e vittima quasi della propria grandiosità teorica. Il Comune non può rimanere inerte in una tale situazione: deve avanzare proposte concrete di largo respiro, che possano risolvere nel medio periodo tali criticità, dando alternative realistiche, credibili e rilanciando l’attività sul territorio”.

Lo hanno dichiarato ieri il candidato sindaco alle primarie del Pd Simone Regazzoni e il tesoriere regionale del partito democratico Giovanni Battista Raggi.

“Per la conformazione del territorio e per la tutela dell’ambiente e del settore turistico – hanno aggiunto Regazzoni e Raggi – l’industria pesante non potrà avere un futuro a Genova. E non a caso l’abbiamo persa integralmente. Ciò non significa, però, che non vi possano essere segmenti industriali, o di attività, che trovino in Genova una sede ideale.

 

In questo senso l’idea originale di Erzelli era giusta. Su questo punto chi si candida a governare Genova deve avere le idee chiare sulla visione di città che propone. Noi siamo convinti che il futuro di Genova debba necessariamente passare per l’High Tech e per le fasi aziendali della Ricerca e Sviluppo: tutte attività che sono ecologicamente compatibili e ad alto valore aggiunto, oltre che ad alta intensità di lavoro. Servono proposte. Quali interventi prospettare affinché questo diventi possibile?

Le multinazionali del settore abbandonano l’Italia, o non la scelgono come sede, per tre motivazioni: 1 alti costi fiscali; 2 alti costi del personale; 3 logistica inadeguata. Ovviamente, siamo di fronte a problematiche che non dipendono esclusivamente dalla volontà del Comune, ma anche da quella del Governo. Il Comune però non può limitarsi, come ha fatto il Sindaco Doria, a scaricare tutto sul Governo senza avanzare proposta alcuna.

Il Comune potrebbe definire strategica la necessità di favorire lo sviluppo di attività di R&S sul territorio o di HT e, conseguentemente, definire una riduzione, fino ad azzeramento, delle imposte e tasse comunali per nuove iniziative che vengano stabilite sul territorio o per iniziative già esistenti, purché queste ultime aumentino la dotazione di personale impiegato. Il tutto per un periodo di 5 anni.

Il Governo potrebbe mutuare parzialmente la normativa relativa alle “Zone Franche Urbane”, riconoscendo la particolare gravità della situazione genovese, e prevedere uno sgravio contributivo per un periodo da tre a cinque anni per nuove iniziative che vengano stabilite sul territorio o per iniziative già esistenti, purché queste ultime aumentino la dotazione di personale impiegato, traendo principalmente la forza lavoro da impiegarsi (in entrambi i casi) dalle liste dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro per la crisi di territorio e che abbiano seguito corsi di riqualificazione professionale ad hoc (quando non avessero già le competenze previste) da finanziarsi attraverso la formazione regionale.

Bisogna lavorare maggiormente in prospettiva, collaborando con la Regione e verificandone il lavoro quando  afferma di poter portare il collegamento ferroviario con Milano ad un tempo di 1 ora entro breve. A tal proposito si osserva come la presenza di un maggior numero di imprese potrebbe aiutare anche la rivitalizzazione dell’aeroporto. Parallelamente, è necessario pianificare ed investire sulla digitalizzazione del territorio comunale, in modo che l’alta velocità di connessione sia garantita per ogni esigenza. Sarà necessario risolvere, in via definitiva, la questione logistica per l’accesso veloce e semplice alla collina”.