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Bufera su Gabrielli, anche poliziotti Sap contro il capo: parole su G8 inadatte

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No global e black bloc in azione a Genova

GENOVA. 20 LUG. G8 del 2001. Una città ferita e messa a ferro e fuoco dalla furia dei manifestanti, con migliaia di genovesi in preda alla paura. Agenti che difesero Genova dai violenti e capo della polizia di oggi, Franco Gabrielli, che finisce nella bufera per non aver difeso i suoi uomini, dando corda al partito dell’anti-polizia.

Mentre nel pomeriggio in piazza Alimonda si sono radunate circa duecento persone che hanno ricordato la tragica morte di Carlo Giuliani, avvenuta alle 17.27 del 20 luglio 2001, sul caso sono intervenuti i rappresentanti sindacali locali e nazionali dei lavoratori di polizia.

Il segretario provinciale del sindacato di polizia Siap (area di sinistra), Roberto Traverso, ha ringraziato “il capo”. Il segretario generale regionale del sindacato di polizia Coisp (area di destra), Matteo Bianchi, invece, ha attaccato Gabrielli: “A Genova gli agenti versarono sangue per difendere la città dai manifestanti violenti, le dichiarazioni del capo della polizia sono inappropriate”.


A livello nazionale, il segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil (area di sinistra), Daniele Tissone, ha dato ragione “al capo”. Il segretario generale del sindacato di polizia Sap (area di centrodestra), Gianni Tonelli, che rappresenta larga parte dei poliziotti italiani, lo ha attaccato: “Noi del Sap dissentiamo dal contenuto delle dichiarazioni rilasciate dal capo della polizia ed abbiamo preso le distanze dalle sue parole. Peccato che non abbia dato importanza ad un’altra catastrofe, la legge sul reato di tortura che va contro i suoi uomini”.

“I fatti del G8 di Genova – ha spiegato Tonelli in un’intervista rilasciata ad Intelligonews e pubblicata sul sito web del Sap – sono avvenuti in un contesto straordinario, che ha indignato il mondo, credo che serva solo a rimestare nel torbido. Mi dispiace che il Capo della Polizia si sia prestato al gioco del quotidiano che non ha grande simpatia per le Forze dell’Ordine. Io non lo avrei fatto.

Il G8 del 2001 è un episodio accaduto in un contesto di vera e propria guerra. Non voglio giustificare, ma non si può vedere il fenomeno solo in una prospettiva. Anche la Corte di Strasburgo ha riconosciuto che Carlo Giuliani in quel momento stava attentando alla vita del Carabiniere Placanica, ma a lui è stata dedicata una sala in Senato.

Il problema è che esistono due pesi e due misure. Io non voglio chiedere sconti per le responsabilità di cui si fossero resi responsabili i miei colleghi durante il G8. Con altrettanta determinazione dico che non mi sembra che ci sia stata la stessa severità in entrambe le direzioni. Una città è stata distrutta, ma ci si è concentrati unicamente sulle responsabilità della Polizia.

Quello che è successo è grave, non sono intellettualmente disonesto, ma va collocato rispetto a quanto stava accadendo in quei giorni. Gabrielli avrebbe potuto dire che lui avrebbe fatto una denuncia per tortura, ma se poi si è trattato di tortura vera lo diranno i magistrati.

Invece che del G8 avrebbe dovuto parlare degli aspetti assolutamente inaccettabili di questa nuova legge sul reato di tortura che va contro i suoi uomini. A partire dall’istigazione non accolta, che non è sanzionata nel nostro ordinamento per i pedofili, ed invece è stata normata per i poliziotti. Il governo ha una responsabilità gravissima in merito a questa legge che è un manifesto ideologico contro le Forze di Polizia al fine di inibirne l’attività e non punisce il reato di tortura.

Il cittadino onesto non è il centro del sistema, ormai lo sono i delinquenti. La brava gente deve caricarsi l’onere di tollerare i comportamenti infausti di questi deviati. Al punto tale che viene censurata qualsiasi attività di legittima difesa”.

http://www.ligurianotizie.it/g8-poliziotti-parole-gabrielli-inappropriate-agenti-difesero-genova-da-violenti/2017/07/20/254615/

http://www.ligurianotizie.it/g8-2001-gabrielli-fossi-stato-de-gennaro-mi-sarei-dimesso/2017/07/20/254557/

 

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