Bufala rapimento Acquasola, identificata la 14enne: “Volevo giocare”

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Presunto tentativo di rapimento di bambini al Parco dell'Acquasola
Ridimensionato del tutto il presunto tentativo di rapimento di 3 bimbe alll'Acquasola, segnalato sui social network da una mamma, anziché a polizia e carabinieri
Ridimensionato del tutto il presunto tentativo di rapimento di 3 bimbe all’Acquasola, frettolosamente segnalato sui social network da una mamma, anziché a polizia o carabinieri

GENOVA. 23 MAG. Presunto tentato rapimento di tre bimbe nel parco dell’Acquasola. Si sono ridimensionati del tutto, i contorni dell’episodio segnalato da una mamma genovese troppo frettolosamente sui social network, anziché alla polizia o ai carabinieri. Niente rapimento, nessun complice e stavolta nessuna banda di nomadi.

La squadra Mobile ha individuato e interrogato la 14enne indicata come responsabile del tentativo di rapimento. In realtà, la ragazzina non ha commesso nessun reato e agli investigatori ha semplicemente detto: “Volevo solo giocare”.

Secondo gli accertamenti degli investigatori, la bimba ha dei problemi psichici, nel senso che è immatura ossia ha un’affettività e capacità cognitiva tipica dei bimbi di età inferiore alla sua. Per questo, era stata già vista giocare altre volte con i bimbi più piccoli all’Acquasola.

 

La ragazzina abita nella periferia di Genova e l’altro giorno si era recata nel parco con il padre e la madre, giunta in centro città per fare visita a un parente ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Galliera. La bimba non era scappata dal parco e, secondo la madre, nessuno le aveva poi chiesto chiarimenti. Inoltre, il padre non si era accorto di niente perché nessuno gli aveva riferito ciò che era accaduto. In ogni caso, il fatto accertato è che la 14enne se ne era solo andata via, per poi ritornare. Quindi, sicuramente non era scappata.

Ancora secondo sua madre, la ragazzina si era offesa per il comportamento dell’altra madre, ossia quella di una delle tre bimbe che era intervenuta a suo dire sgridandola. Insomma, una reazione forse un po’ infantile della ragazzina e probabilmente un eccesso di comprensibile preoccupazione dell’adulta. Al momento, gli inquirenti non ravvisano alcuna ipotesi di reato.

 

4 COMMENTI

  1. Imparate a chiamare le cose con il lopo nome, sopratutto nei titoli. L’episodio é avvenuto, quindi non é stata una “bufala”… se é stato ingigantito o no, é un altro discorso! Con queste definizioni ottenete solo un eccessivo riserbo in casi che invece, di allarmismo, necessitano veramente

  2. Silvana Della Rocca: No, Signora. Si è trattato proprio di una bufala: nessun tentativo di rapimento e nessun complice, come confermato dal capo della Squadra Mobile e ben descritto da LN. In questo caso, non possiamo insegnare proprio nulla. Il titolo di LN è corretto perché il fatto è indubitabile. A mio parere ha ragione Katy Effe. L’agitazione della mamma è comprensibile, ma io come mamma (ormai anziana) prima di lanciare l’allarme sui social avrei chiamato la polizia o i carabinieri. Vabbé che siamo genovesi e non ci fidiamo, ma siamo noi che dobbiamo imparare a dare un po’ di fiducia almeno a polizia e carabinieri. Al momento, gli unici che ci difendono davvero.

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