Bufala apartheid sui bus a Calizzano, FI: disinformazione buonista

0
CONDIVIDI
Il capogruppo regionale di Forza Italia Angelo Vaccarezza accanto al governatore Giovanni Toti e al vicepresidente del consiglio Claudio Muzio (FI)

GENOVA. 12 OTT. Bufala apartheid sui bus a Calizzano e disinformazione buonista. “Tacciare di razzismo il sindaco di Calizzano, persona per bene, padre di famiglia e uomo di grandi valori, è una vera e propria follia. Si è comportato come è dovere di un “Primo Cittadino”, cercando di risolvere un problema logistico di trasporto pubblico. Nulla di più. Utilizzare e strumentalizzare l’attività di un amministratore corretto e attento è una cosa vergognosa. Pensate bene: se due pullman viaggiano stracolmi e due viaggiano vuoti, cos’altro c’è da fare se non utilizzare al meglio e con criterio oggettivamente coretto i mezzi a disposizione?”.

Lo ha detto ieri Angelo Vaccarezza, capogruppo regionale di Forza Italia, che non ha esitato a schierarsi al fianco di Pierangelo Olivieri, sindaco di Calizzano finito nella bufera e tacciato di razzismo per il caso dei pullman che portano gli studenti a scuola. Una bufera e una bufala che non hanno ragione di esistere, sostiene Vaccarezza, perché le scelte del sindaco Olivieri sono state semplicemente dettate dalla logica.

“Queste cose accadono quando a parlare è il “cattivo senso” – continua Vaccarezza – Olivieri ha semplicemente fatto una riunione per capire come gestire il problema al meglio e nell’interesse di tutti, migranti compresi. Il sindaco ha semplicemente chiesto alla cooperativa che gestisce questi ragazzi se fosse possibile distribuirli in modo da occupare tutti i pullman a disposizione. Questo è buon senso applicato alla politica, sono sicuro che se la stessa questione avesse avuto ad oggetto un gruppo di anziani di Cesano Boscone in vacanza a Calizzano per passare l’inverno, nessuno avrebbe fatto opposizione. Siccome sono ragazzi di colore è scoppiato il finimondo. Peraltro, la città sta già pagando molto in termini sia di ordine pubblico e tensioni sociali (è di pochi giorni fa la notizia della rissa fra ospiti di una struttura di accoglienza, bilancio tre feriti) che in termini numerici.

 

L’accoglienza si fa laddove ci sono i mezzi per sostenerla i modo da favorire il benessere e la pace di tutti. Calizzano ospita 40 “profughi”, un numero decisamente alto che dev’essere e breve ridotto. Il vero problema è che in questo Paese il buon senso si è talmente perso che si vive il razzismo nei confronti di persone fanno l’interesse di tutti i cittadini”.

LASCIA UN COMMENTO