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Bruzzone prosciolto dal gip: non ha mai ricattato nessuno, manco la moglie del pm

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Il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone

GENOVA. 12 SET. Nessun concreto elemento di prova, prosciolti. E’ stata archiviata l’indagine nei confronti del presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone (Lega), che era stato indagato insieme alla segretaria dell’Ufficio di presidenza Anna Cavallini per concussione per induzione.

Lo ha deciso ieri il gip Maria Teresa Rubini, che ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata lo scorso ottobre dal pm Massimo Terrile.

Il caso giudiziario era nato dall’esposto presentato l’anno scorso da Afra Serini, dirigente della Regione Liguria e moglie del pm genovese Alberto Lari recentemente nominato dal Csm procuratore capo di Imperia (la funzionaria della Provincia di Genova era stata chiamata in via Fieschi dall’ex presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone dell’Udc e confermata da Michele Boffa del Pd).


Secondo il gip, risulta impossibile raggiungere la prova che vi furono effettivamente pressioni o ricatti nei confronti della dirigente regionale, che si era anche opposta alla decisione di archiviazione del pm Terrile.

Secondo Serini, il presidente Bruzzone l’aveva ricattata, per il tramite della sua segretaria, facendole sapere che le avrebbe rinnovato l’incarico di capo di gabinetto dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale solo se avesse alleggerito, tramite il marito, la sua posizione nell’inchiesta sulle cosiddette Spese pazze. Il presidente Bruzzone avrebbe sostanzialmente chiesto di fare pressioni sul collega del marito che coordinava le indagini. In cambio, Serini avrebbe ottenuto il rinnovo dell’incarico fiduciario per altri cinque anni.

I due indagati, però, si erano sempre dichiarati estranei alle accuse. Inoltre, hanno sempre sostenuto di non avere mai ricattato la dirigente, ma di avere semplicemente chiesto delucidazioni giuridiche. Bruzzone aveva anche precisato che la nomina di Serini da parte di Monteleone, essendo di carattere fiduciario, era venuta meno per il cambio di maggioranza.

“Avevo già sperimentato che gli uffici del gabinetto di presidenza – aveva dichiarato Bruzzone – possono funzionare anche in assenza di uno specifico dirigente e, in questo particolare contesto di contenimento delle spese, rinunciando a questa nomina si è ottenuto un risparmio di circa 110mila euro all’anno”.

Il pm Massimo Terrile, dopo avere svolto le indagini, lo scorso settembre aveva quindi chiesto l’archiviazione perché non erano emersi concreti elementi di prova contro Bruzzone, né Cavallini.

 

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