Brexit, nordirlandesi e scozzesi autonomisti ma non leghisti: via da GB

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I risultai del voto in Gran Bretagna per il referendum sulla Brexit
I risultai del voto in Gran Bretagna per il referendum sulla Brexit
I risultati del voto in Gran Bretagna per il referendum sulla Brexit

GENOVA. 24 GIU.Da un lato ci sono alcuni movimenti di destra europei, come quelli austriaci e francesi, che sono contro l’Europa e perdono le elezioni.

Dall’altro, in Italia, c’è il federalista Matteo Salvini, che con i fedelissimi del Carroccio ha sempre strizzato l’occhio a nordirlandesi e scozzesi (i quali hanno votato a larga maggioranza per il Bremain) ma si è schierato per la Brexit ed oggi ha elogiato gli inglesi, sicuramente non amati dai “nostri fratelli autonomisti”.

Poi, c’è Beppe Grillo, che ieri ha fatto inversione a U voltando le spalle al partito “alleato” britannico Ukip (United Kingdom Independence Party) di Nigel Farage: “L’Europa si cambia solo restando nella UE”. L’idea dei pentastellati è contraria a quella dei leghisti, con i quali però condividono la necessità di una Renxit (lo si è visto plasticamente durante i ballottaggi delle amministrative di domenica scorsa).

 

Infine, ci sono le prime dichiarazioni di oggi dei rappresentanti dei governi dell’Ulster e della Scozia, condivise da larga parte delle due popolazioni, che chiedono un referendum locale per uscire dal Regno Unito e rientrare nella UE. I primi, attraverso l’agognata unificazione con l’Irlanda. I secondi, che battono moneta con la Bank of Scotland, direttamente.

Se è vero che lo storico odio degli ex ribelli del Sinn Feinn e dei Braveheart contro l’imperialismo di Sua Maestà appare più forte di quello attuale contro l’Europa della Merkel, sconfitte della destra di ieri e discrasie britanniche di oggi impongono un’attenta riflessione politica, più che economica.

Pd, Forza Italia ed altri partiti sostanzialmente filoeuropeisti, ora dovranno lavorare sodo a Bruxelles per trasformare la UE negli Stati Uniti d’Europa, con un reale governo centrale. In altre parole, meno Merkel e più Europa. Sennò, continuando così, nei prossimi anni si assisterà all’implosione a colpi di referendum (come quello già annunciato in Olanda).

In ogni caso, l’Italietta di Renzi oggi ha un’occasione d’oro perché può battere i pugni sul tavolo di Bruxelles ed ottenere immediatamente qualcosa di concreto per il nostro benessere, che sotto le pressioni di UE e grandi lobby anziché aumentare è diminuito.

Altrimenti, Renxit ed elezioni. As soon as possible. Fabrizio Graffione

 

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