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Borgarelli confessa: l’ho ucciso perché mi ha sputato in faccia

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Uccise e decapitò lo zio, condannato a trent’anni

GENOVA. 31 OTT. Ha decapitato suo zio perché gli ha sputato in faccia. Claudio Borgarelli, l’infermiere accusato di avere ucciso Albano Crocco lo scorso 11 ottobre nei boschi di Lumarzo, stamane ha confessato l’omicidio. Prima gli avrebbe sparato alle spalle con una cartuccia a pallini. Poi lo avrebbe finito a colpi di machete e quindi, secondo gli esami dell’autopsia, lo avrebbe decapitato quando era ancora vivo. I due da tempo avevano forti dissapori per questioni di vicinato.

“Quella mattina – avrebbe sostanzialmente dichiarato stamane Borgarelli- abbiamo nuovamente discusso per il sentiero. Mio zio mi ha insultato e sputato addosso e io non ho capito più nulla. Quella mattina ho aperto la porta di casa e ho visto l’auto e i paletti divelti. Ho seguito mio zio e mi sono portato dietro la pistola perché temevo che fosse armato anche lui. Abbiamo nuovamente discusso per il sentiero. Mio zio mi ha insultato e sputato addosso. Io non ho capito più nulla. Gli ho sparato un paio di colpi e poi l’ho decapitato. Sono tornato a casa, ho messo la testa nel sacco e poi l’ho buttata”.

Il reo confesso avrebbe detto di essersi sentito vittima di un’ingiustizia per la questione del sentiero e avrebbe pianto durante la confessione, ma senza chiedere perdono: “Non so perché poi l’ho decapitato. Non lo so spiegare”.


 

 

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