Bolkestein e sentenza UE anti Italia, Toti e Scajola: liguri puniti

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Il governatore ligure Giovanni Toti e l'assessore regionale all'Urbanistica Marco Scajola
Il governatore ligure Giovanni Toti e l'assessore regionale al Demanio Marco Scajola
Il governatore ligure Giovanni Toti e l’assessore regionale al Demanio Marco Scajola

GENOVA. 14 LUG. “Ora il governo non perda l’occasione del dibattito in corso in Europa dopo la Brexit per chiedere con forza alle istituzioni dell’Unione una modifica sostanziale di norme punitive per il nostro sistema del turismo balneare. Occorre ben di più e di meglio di una proroga al 2020. Occorre costruire un’Europa che non sia un freno o addirittura un danno alle peculiarità dei singoli paesi”.

Lo afferma il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, a poche ore dalla sentenza emessa oggi dalla Corte Europea che oggi ha bocciato la proroga automatica decisa dall’Italia per le concessioni demaniali marittime e lacustri fino al 31 dicembre 2020.

“Questa sentenza – aggiunge l’assessore al Demanio Marco Scajola – è figlia della debolezza che il governo italiano ha dimostrato negli ultimi anni nei confronti dell’Unione Europea, accettando ogni imposizione, senza tutelare in alcun modo le nostre imprese e peculiarità. La Corte Europea ha confermato quanto Regione Liguria, anche insieme alle associazioni dei balneari, aveva più volte denunciato: viene negata la proroga delle concessioni al 2020 sostenendo che avrebbe impedito a potenziali concorrenti stranieri di partecipare alla gestione di spiagge e stabilimenti italiani, con una presunta lesione della libera concorrenza. In questo modo si palesa il disegno europeo il cui obiettivo è permettere ad altri paesi, probabilmente attraverso multinazionali, di invadere e occupare le nostre spiagge e il nostro litorale, mettendo in crisi 35mila aziende italiane, di cui circa 2mila in Liguria, e migliaia di posti di lavoro che ruotano intorno a questo settore”.

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