Boccadasse accusa cronisti, ma Capitaneria no e nessuno fa il nome

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L'osteria Creuza de ma a Genova Boccadasse
L'osteria Creuza de ma a Genova Boccadasse
L’osteria Creuza de ma a Genova Boccadasse: indignati con i clienti e i giornalisti

GENOVA. 3 LUG. Maniman. “Tutti i commercianti di Boccadasse” s’indignano con i clienti e i giornalisti, ma non con la Capitaneria e nessuno di loro si azzarda a fare il nome. Anzi, dicono: “A tutti noi NON interessa che venga reso pubblico il ristorante in questione”.

L’altro giorno la Capitaneria-Guardia costiera ha divulgato agli organi di stampa un comunicato ufficiale su un’operazione che ha riguardato un ristorante nella zona di Boccadasse, sanzionato e chiuso per irregolarità, pure con l’intervento degli ispettori dell’Asl3 (pesci surgelati con muffa, mitili scaduti, incrostazioni nelle cucine).

Tuttavia, la fonte non ha indicato il nome del locale pubblico.

 

Molti giornalisti genovesi, diligentemente, hanno ripreso e pubblicato la notizia così come è stata fornita dalla Capitaneria, senza distorsione dei fatti riferiti. Tanti lettori, però, si sono infuriati e, per la tutela della loro salute, hanno chiesto a gran voce di conoscere tale informazione.

I cronisti, quindi, hanno chiesto il nome del ristorante e/o copia del verbale ai responsabili della Capitaneria, che hanno opposto un rifiuto alla richiesta di divulgazione al pubblico.

Sul web si è quindi scatenata una polemica, che però sembrava destinata a scemare (come avviene spesso in questi casi). Invece, ieri sono usciti allo scoperto “tutti i commercianti di Boccadasse” che per il tramite della loro portavoce hanno accusato i cronisti, i quali in realtà hanno fatto solo il loro dovere.

Nessuno dei “commercianti di Boccadasse” si è indignato contro la Capitaneria, ossia contro chi ha rivelato la notizia incompleta. Non si sa mai.

Inoltre, nessuno dei “commercianti di Boccadasse” ha pensato di incaricare la loro rappresentante di rivelare al pubblico il nome del ristorante, al centro del giallo. Non si sa mai.

Pertanto, l’iniziativa è inutile per la salute dei cittadini, così come per la corretta e trasparente informazione al pubblico, nonché per la tutela dei medesimi “commercianti di Boccadasse” non colpiti dalla sanzione della Capitaneria. Perché appare omertosa e fine a se stessa.

Occorre poi precisare che, in questo caso, a differenza di “tutti i commercianti di Boccadasse” che hanno accusato i giornalisti, nessun cronista genovese si è permesso di esercitare il diritto di critica, né di accusare lavoratrici e lavoratori di non svolgere il loro mestiere onestamente, ma sono stati riportati dei fatti applicando correttamente le norme del diritto/dovere di cronaca.

Ecco il testo pubblicato ieri notte sul suo (pubblico) profilo Facebook dalla portavoce dei commercianti Stefania Dimarco, lavoratrice presso l’osteria Creuza de ma, che non è certo l’unica a Genova e in Italia a spaccarsi la schiena per andare avanti, fra mille difficoltà burocratiche, ingiustizie, tasse e gabelle varie:

“Buonasera…..scrivo a quest’ora perché abbiamo appena finito di lavorare presso le nostre attività di boccadasse!!! Scrivo questo post a nome di tutti quelli che come noi si spaccano la schiena, non per diventare ricchi ma solo per poter gestire onestamente e nel miglior modo le nostre attività! Ed è per questo motivo che tutti insieme OGGI ci siamo INDIGNATI quando abbiamo letto su i social e ascoltato alle televisioni locali che era stato chiuso dalla ASL un ristorante nel borgo di boccadasse!
INDIGNATI quando abbiamo iniziato a leggere post dove si ipotizzava un locale piuttosto che un altro!
INDIGNATI quando rispondevano a telefonate con la scusa di una prenotazione (peraltro non fissata) per avere informazioni sul locale in questione!
INDIGNATI quando abbiamo telefonato al secolo xix chiedendo di salvaguardare i locali non oggetto della chiusura e ci è stato risposto che non era di loro competenza!
INDIGNATI perché la stampa si ricorda di BOCCADASSE solo per queste cose ma in inverno quando lottiamo tutti per poter andare avanti si dimentica completamente di noi!
A tutti noi NON interessa che venga reso pubblico il ristorante in questione, che peraltro bisognerebbe accertarsi se tutto quello che hanno scritto è reale visto che ha già riaperto, ma vorremmo un po più di professionalità da parte di chi dà informazioni incomplete e sbagliate, creando disagi e danni a chi invece lavora con professionalità!!!!
Stefania Luisa a nome di tutti i commercianti di boccadasse”. Fabrizio Graffione

 

54 COMMENTI

  1. La professionalità richiesta giustamente dai ristoratori di boccadaase ai giornalisti andrebbe però applicata ai ristoratori stessi che dovrebbero servire cibi sani e non pesce surgelato ammuffito e mitili scaduti ai propri clienti.

  2. I ristoratori dovrebbero essere i primi a fare il nome del ristorante ispezionato , per evitare così dubbi e confusione nei clienti che giustamente sono preoccupati per la loro salute , e non credo che in un borgo così piccolo e con cinque ristoranti questi non sappiano la verità! E credo che la chiarezza sia la tutela migliore tutto il resto sono solo discorsi!

  3. Ma che figura di merda!!!!! Sia il ristoratore che i suoi colleghi omertosi e probabilmente uguali!!!! In un posto così unico e bello…e sicuramente si faranno anche pagare bene….che idioti…l’ho sempre pensato…in Liguria ci vorrebbero i romagnoli…Gentili seri ospitali…altro che i liguri sempre musoni…incazzati…che se non compri ti guardano per storto…
    e lo dico con cognizione di causa visto che abito a Varazze è mio padre era ligure

  4. Se a loro non interessa fare il nome del ristorante accusato ..saranno penalizzati tutti ..e il cliente deciderà se giocarsi la roulette russa o meno ! L omertà ,il coprirsi l un con l altro in alcuni casi fa :un erba un fascio !

  5. Vergogna. Personalmente, a seguito dei controlli della Capitaneria e dell’Asl3, volevo frequentare di più i ristoranti di Boccadasse. Però, dopo queste dichiarazioni della signorina portavoce dei commercianti, con me hanno chiuso. Mai più un centesimo a nessuno di loro. Neppure per un bicchiere d’acqua o una tazzina di caffè.

  6. Ieri sera sono stata a boccadasse e ovviamente ho voluto vedere se c’era qualche locale chiuso…sono tutti aperti i ristoranti. Non c’era un locale chiuso. Evidentemente le hanno già dato il permesso per riaprire. È cmq il nome dovrebbe essere fatto solo per rispetto alla gente che va lì a mangiare.

  7. se i ristoratori si indignano con i probabili clienti mi viene da pensare che sono tutti uguali …..oggi a me domani a te e tutti zitti!!!!! Complimenti peggio dei mafiosi!!!!! Contenti voi…..

  8. Chi può spiegare perché non si fa il nome del ristorante e del proprietario ??.per rispetto ?? Che rispetto ha avuto lui per i suoi clienti ???.spero non possa mai più aprire un,attività .

  9. Se fosse stata una mensa scolastica avrebbero messo i manifesti, probabilmente qualcuno sapeva e ha fatto finta di niente, chissà chi li copriva e ancora li sta coprendo. Questo è un fatto gravissimo, perseguibile penalmente. E’ prevista la reclusione.
    E’ probabile che il o i proprietari conoscano qualcuno di importante, perchè è impossibile tenere nascosta una cosa simile.
    VERGOGNA!!!

  10. Cari commercianti che non vi interessa che venga reso pubblico il nome del vostro “collega”, irregolare con la NOSTRA salute, io vi dico che il pesce me lo mangio da un’altra parte….e penso anche del vostro silenzio: coda di paglia? Non fate i furbetti omertosi pensando di sopravvivere sempre e comunque soltanto perché avete un’attività in un piccolo angolo di paradiso. Ci vuol poco a veder calare drasticamente la clientela.
    Invito tutti a boicottare Boccadasse fino a quando non verrà fuori il nome. Rispetto please, rispetto!

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