Bitume in porto a Savona: Ordine degli ingegneri fa alcune riflessioni

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bitume_rendering_1-300x225[1]GENOVA 9 SET. Il Consiglio regionale della Liguria ha bloccato e respinto il progetto per la realizzazione del deposito di bitume nel porto di Savona.

Di seguito pubblichiamo la lettera e le opinioni dell’ing. Maurizio Michelini dell’Ordine degli ingegneri di Genova che ci ha inviato. ABov. :

«Il mensile della Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Liguria “A&B”, ha dedicato alcune riflessioni e fatto varie dichiarazioni relativamente a tale vicenda e, inoltre, ha evidenziato la scarsa partecipazione degli operatori economici al bando per le protezioni anti alluvione, che prevede contributi a fondo perduto dal 50% all’80%.

 

DEPOSITO BITUME SAVONA

Il giornale “A&B”, oltre a ricostruire una serie di «incongruenze leggendo alcuni atti tecnici» – definisce «lo “stop” al deposito appena arrivato dalla Regione certo positivo, ma è una sconfitta della politica, che rinnega i propri atti. Non c’è da essere contenti.

D_ecf27dfda0[1]Se norme ambientali così restrittive (da rendere impossibile, per un cittadino, la realizzazione della cuccia di un cane o di un pergolato) hanno consentito questo, forse bisognerebbe – con l’aiuto delle professioni tecniche – procedere ad una profonda revisione di leggi e regolamenti, nella direzione della semplicità, certezza, univocità ed efficacia». “A&B” pubblica inoltre riferimenti, stralci di documenti e foto che dimostrano alcune contraddizioni tecniche di cui non si è tenuto conto nella vicenda.

RISCHIO ALLUVIONE

Nello stesso numero della rivista, un appello agli operatori economici a partecipare al bando regionale – che scadrà il prossimo 30 ottobre – per l’installazione di dispositivi di protezione anti alluvione e, comunque, ad assumere comportamenti gestionali a costo zero tesi a ridurre il rischio di trovarsi nuovamente allagati (es. mobili con gambe alte o aperti alla base; nessun oggetto di valore a terra o in basso; nessun contenitore o mobile chiuso a terra; ecc.).

Il bando è stato prorogato per ben due volte ma, nonostante ciò, le richieste sono ancora bassissime e gli interventi si contano sulla punta delle dita. Molti dicono che il motivo è che non ci sono soldi da anticipare, altri che il limite minimo di 5000 Euro per gli interventi sia troppo alto, escludendo quelli minori. Ma stiamo parlando di interventi prioritari per proteggere la propria attività dal disastro! Prima le protezioni anti alluvionali, poi il resto! Le banche finanziano e le associazioni di categoria sono in prima linea per garantire il necessario supportoIng. Maurizio Michelini, Ordine degli ingegneri di Genova.

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