BITUME A SAVONA, PER LA REGIONE NESSUN RISCHIO

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Il rendering del deposito di bitume

bitume-savonaSAVONA. 21 LUG. Il progetto per la realizzazione del deposito di bitume nelle aree portuali del porto di Savona arriva in Consiglio Regionale.

Gianni Pastorino, consigliere di Rete a Sinistra ha presentato un’interpellanza in cui ha espresso forti perplessità sul progetto del nuovo terminal nel Porto di Savona per sbarco e imbarco di bitume, la cui autorizzazione ministeriale risale al marzo 2013, motivate da rischi ambientali, sanitari e di compatibilità urbanistica. “Perché – ha domandato nella sua interpellanza – il progetto non è stato sottoposto a moratoria in attesa di precise risposte alle criticità sollevate sui fattori di rischio per la salute dei cittadini e non ne è stato verificato l’impatto sull’ambiente marino e urbano, sul traffico cittadino e sulle attività turistico/ricettive e commerciali?”.

L’assessore alla Difesa del Suolo e Protezione civile Giacomo Giampedrone ha risposto spiegando che “Dalla procedura di screening per impatto ambientale, sono esclusi gli impianti e le opere che non hanno impatti negativi significativi o che prevedono interventi adeguati alla loro minimizzazione. Nel 2012 con un decreto la Regione Liguria ha stabilito di non assoggettare a procedura di VIA il progetto di deposito costiero di bitume in quanto non comportava impatti significativi sull’ambiente, sulla fauna la flora e che l’impatto sulle acque sarebbe stato mitigato con l’installazione di un impianto apposito di trattamento. Inoltre – ha proseguito l’Assessore – il progetto prevede impianti per la rimozione dei composti maleodoranti presenti nei vapori e l’abbattimento dei composti solforati e degli idrocarburi presenti. Provincia e Comune di Savona hanno apportato modifiche alle prescrizioni della Regione Liguria inserendo il contenimento del disturbo acustico e degli odori entro tre chilometri. In ogni caso la Regione Liguria effettuerà tramite il Dipartimento ambiente gli accertamenti sullo stato di attuazione delle prescrizioni e sullo stato di realizzazione del progetto in questione – ha concluso Pedrone – rendendosi disponibile a promuovere un’intesa con Comune, Provincia, Autorità portuale e Arpal su eventuali impatti negativi che dovessero emergere, nei limiti delle competenze che spettano alla Regione stessa”.

 

Un iter burocratico che si appresta quindi ad essere definitivo con il disappunto delle associazioni oltre che del Consigliere di Rete a Sinistra: “L’impianto è ad altissimo rischio. Prendo atto con disappunto delle decisioni prese dalla precedente giunta regionale. Quest’ultima ha colpevolmente omesso di analizzare il progetto. Presto ci troveremo di fronte ad una nuova emergenza ambientale in provincia di Savona – ha concluso nel suo intervento Pastorino – Il progetto avrebbe dovuto essere sottoposto a valutazione ambientale strategica e Arpal è adeguata per svolgere questa funzione”.

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