Berneschi al pm: nel 2005 avevo paura di morire e feci testamento

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Si svolge questa mattina la prima udienza nel processo a carico dell'ex presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi
L'ex numero uno di Banca Carige Giovanni Berneschi in Tribunale, la famiglia Malacalza al Porto Antico per cancellare il passato
L’ex numero uno di Banca Carige Giovanni Berneschi in Tribunale, la famiglia Malacalza al Porto Antico per cancellare il passato

GENOVA. 31 MAR. L’ex numero uno di Banca Carige Giovanni Berneschi stamane davanti ai giudici per un’altra udienza e le nomine, già annunciate, del nuovo Consiglio di amministrazione con la riunione di mille azionisti al Porto Antico di Genova. Oggi è il Carige-day.

Finora sono stati registrati poco più di 800 azionisti partecipanti all’assemblea, che probabilmente nominerà nuovo presidente Giuseppe Tesauro e vice Vittorio Malacalza, con a.d. Guido Bastianini. Le nomine saranno ufficializzate intorno alle 18. La famiglia genovese, che controlla il 19,5 per cento delle azioni, è in prima linea per cancellare il passato. Assente a sorpresa, ma per motivi di salute, l’amministratore delegato uscente Piero Montani (applausi in sala all’annuncio della sua assenza). Presente il presidente uscente Cesare Castelbarco Albani: “al momento non c’è necessità di ricorrere a un aumento di capitale”.

In Tribunale, invece, Berneschi ha risposto alle domande di pm, giudice e avvocati, esordendo così: “Cinquanta anni di banca e mi trovo qui” aggiungendo che “nel 2005 avevo paura di morire e feci testamento” e “non sono come i politici che fanno fallire le banche”. Ha inoltre ammesso di avere concesso un finanziamento alla Italbroker per 1,13 milioni di euro, ma poi su parte del denaro finito dalla Svizzera al Belize ha spiegato di non saperne nulla.

 

Berneschi ha poi reagito con stizza ad alcuni nomignoli, poco lusinghieri, affibbiati dagli investigatori ai parenti coinvolti nell’inchiesta. Sui rapporti con Menconi di Carige assicurazioni Vita Nuova, ha raccontato di averlo conosciuto negli anni Novanta e che era stata chiesta la sua estromissione dalla governance del gruppo. Fabrizio Graffione

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