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Ben riuscito “Il borghese gentiluomo” di Dini

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Ben riuscito “Il borghese gentiluomo” di Dini

GENOVA. 20 OTT. Filippo Dini ieri sera per la sua prima de Il borghese gentiluomo ha regalato al pubblico due ore di divertimento, il che è gran cosa.

Il punto di partenza della rappresentazione rimane, pur se con qualche rivisitazione, il testo di Moliere, che Dini affronta con grande competenza e, diciamolo, affetto, che si palesa nel momento stesso in cui lui stesso nelle vesti di Jourdain entra in sala dentro una scenografia che rispecchia il gusto del tempo un po’ in contrasto con la sua mise da jogging.

Del resto la modernità del testo deIl Borghese gentiluomo, vuole anche questo che il protagonista per essere al passo coi tempi non si occupi solo di musica e danza, ma introduca anche il benessere fisico come valore aggiunto per essere accettato nell’alta società. Dini lavora sul proprio personaggio al fine di renderlo più facilmente fruibile e familiare al pubblico odierno e  scegliendo di indossare (dopo il completo da jogging) un costume settecentesco ed un parrucchino stile polentina di Pinocchio, in totale contrasto con tutti gli altri degli attori della compagnia, il suo Jourdain sebbene ridicolo, non è mai spregevole e, nonostante le sue debolezze e le sue manie, ci è quasi simpatico. E’un borghese vanitoso e sciocco, ma onesto e buono.


Filippo Dini ha compreso perfettamente nei panni di chi si è messo e amando il suo personaggio  non perde mai di vista il rapporto diretto con l’opera di Moliere, riuscendo abilmente a proporre la sua messa in scena anche come esempio di classicità. Il tutto avviene con vivace “movimento” e tanto il regista quanto gli attori sembrano divertirsi moltissimo. Dini è  consapevole di aver creato uno spettacolo ricco di elementi che coinvolgono e dilettano lo spettatore. Tutti i personaggi sono delineati con maestria e peraltro ogni attore ha dato vita a due o più “caratteri” diversi. Notevole l’interpretazione di Antonio Zavatteri nel duplice ruolo del Maestro di filosofia e del cameriere, come quella del giovane Ivan Zerbinati, in quello di Cleonte, del Maestro di scherma e del lacchè di Jourdain.

Lo spettacolo di Dini sottolinea la goffaggine e l’inadeguatezza di una classe sociale, quella borghese, che come narrava Moliere annunciava di prendere il dominio della società dopo la caduta dell’aristocrazia e che, contraddittoriamente e in maniera maldestra, continuava però ad ambire al riconoscimento sociale che avevano conti e marchesi. Oggi ahimè non c’è nulla di diverso nella nostra epoca “folle e misera”, come dalle parole dello stesso Dini.

Lo spettacolo sarà in scena fino a domenica 6 novembre.

FRANCESCA CAMPONERO

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