Béjart apre la stagione danza al Carlo Felice

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Bejart, Il Bolero al Carlo Felice
Il Bolero al Carlo Felice
Bejart, Il Bolero al Carlo Felice

GENOVA. 10 NOV. Nella prima delle due conferenze stampa che il sovrintendente Roi da questa volta in poi ha deciso per una migliore comunicazione riguardo la programmazione del suo teatro, ieri è stato presentato il Béjart Ballet Lausanne che giovedì 12 novembre alle ore 20.30 inaugura la Stagione danza 2015-16 del Teatro Carlo Felice.

“Giovedì si apre la stagione danza e con questo spettacolo parte anche l’abbonamento che comprende la visione di 4 balletti a prezzo speciale – dice il sovrintendente – vogliamo che i ragazzi vedano il Bolero di Bejart che ha fatto la storia della danza dal 1961. La stagione d’opera iniziata col Simon Boccanegra, dedicata a Genova, segna una svolta che prevede anche un risanamento economico. Una stagione carica di simboli che continua con la presenza di quello che fu il Balletto del XX Secolo, la storica compagnia di Bejart. Bejart fu il primo che portò la danza all’interno dei palazzetti dello sport – continua Roi- e Genova lo porta ancora nel cuore per l’indimenticata presenza a Genova nel 2001 per l’ultima edizione del Festival Internazionale del Balletto di Nervi”.

La celebre Compagnia fondata nel 1987 che dopo la scomparsa del grande coreografo francese è ora guidata da Gil Roman, con i suoi splendidi 39 danzatori preserva l’eccellenza artistica e lo stesso spirito con il quale Béjart ha aperto il mondo della danza ad un pubblico vasto.

 

Il programma al Carlo Felice prevede le indimenticabili coreografie de Il Mandarino meraviglioso e di Boléro di Maurice Béjart e Syncope di Gil Roman, brano originale senza nessun intento narrativo, ma col puro scopo di creare danza avvalendosi del supporto della musica elettronica.

Il Mandarino meraviglioso su musica di Béla Bartók, è ambientato nei bassifondi di una capitale mitteleuropea negli anni tra le due guerre mondiali che si rifà al cinema espressionista, in particolare quello di Fritz Lang , regista molto amato da Béjart fin da ragazzo, con il quale la vicenda, del drammaturgo ungherese Menyhért Lengyel, ha molti punti di contatto.

Quanto a Boléro, senza dubbio non ha bisogno di molte presentazioni, si tratta certamente della creazione più popolare di Béjart, anche grazie al film Les uns et les autres di Claude Lelouch, che, nel 1981, fece conoscere al grande pubblico una coreografia ideata nel 1961 per il ballerino argentino Jorge Donn che ne fu grande interprete.

Presenza straordinaria nella compagnia svizzera ,solo per la replica di sabato 14, è quella della danzatrice russa Diana Vishneva, etoile del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, che dal 2005 è principal dancer dell’American Ballet Theatre. La Vishneva pur essendo una ballerina classica ha sempre sperimentato le sue capacità tecniche confrontandosi anche con altre discipline della danza e lavorando con coreografi contemporanei come Edouard Lock, Martha Graham e appunto Maurice Bejart.

Questo pomeriggio, martedì 10 novembre alle ore 17.30, all’Auditorium Eugenio Montale in collaborazione con l’Associazione Teatro Carlo Felice, vi sarà la Conferenza Illustrativa sul Béjart Ballet Lausanne, a cura del noto giornalista e critico di danza de LA STAMPA Sergio Trombetta.

FRANCESCA CAMPONERO

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