Baseball, Stage della Major League per gli Albisole Cubs

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La Major League per gli Abisole Cubs
La Major League per gli Albisole Cubs
La Major League per gli Albisole Cubs

SAVONA. 21 GIU. Gli Albisole Cubs, che continuano a giocare pur avendo a disposizione per le proprie attività solo un prato all’interno di Villa Faraggiana, in quanto l’amministrazione comunale non ha ancora trovato una soluzione valida dal 2014, ha fatto fatto breccia nel mondo del baseball italiano ed internazionale.

Succede così che la Major League Baseball Players Alumni Association ha preparato un regalo eccezionale per alcuni giovani e giovanissimi atleti degli Albisole Cubs.

Per la prima volta, infatti, l’associazione degli ex-giocatori MLB ha organizzato nel nostro paese il “Legends for Youth”, una serie di stage, completamente gratuiti ma a numero limitato, dedicati ai giocatori di baseball nati negli anni dal 2000 al 2007 e, nelle tappe di Milano e Parma, dieci giovani degli Albisole Cubs sono stati invitati a scendere in campo per giocare con alcune delle leggendarie stelle del campionato americano.

 

Davide Iollo, Cesar Isetta, Francesco Musso, Federico Burdisso, Davide Calcagno, Matteo Besio, Edgar Sacco, Alessio Siri, Gianluca Jiritano e Cesare Vigo hanno quindi avuto l’occasione di allenarsi con campioni come Todd Haney, per cinque stagioni con i Chicago Cubs; Desi Relaford per 11 stagioni titolare, tra le molte, delle squadre di Filadelfia, San Diego, Seattle, New York Mets ed i campioni del mondo dei Kansas City Royals; Jamie Wright lanciatore titolare dei famosi Los Angeles Dodgers.

“Una bellissima esperienza – il racconto di Flavio Pomogranato e Giulio Calcagno, i due allenatori che hanno accompagnato i ragazzi in questa bella avventura – per i nostri giocatori era già un sogno calcare non solo un vero campo da baseball ma addirittura due stadi storici come il JF Kennedy di Milano e il Nino Cavalli di Parma. Sono stati a contatto con ragazzi che giocano in realtà completamente diverse dalla nostra ed essere allenati dai propri idoli non è una cosa che capita tutti i giorni. Hanno acquisito una esperienza tecnica ed umana che ricorderanno per sempre con gioia, infatti, una delle cose che li ha colpiti più di tutto è stata l’umiltà e l’assoluta disponibilità dei giocatori americani nei confronti di tutti dimostrando un approccio ed una “cultura” sportiva decisamente migliore”.

“Come allenatori e dirigenti – prosegue Flavio Pomogranato – quello che ci ha maggiormente sorpreso è stato l’affetto ed il rispetto con cui siamo stati accolti in questi due giorni. Tutta Italia sa della vergognosa situazione in cui ci troviamo e vedere la passione di noi allenatori, la passione dei nostri giocatori ma anche la bravura di molti di loro ci ha fatto diventare, nel bene e nel male, una piccola leggenda: quelli del parcheggio, quelli che non mollano mai”.

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