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BALNEARI IN PROTESTA, MARTEDI’ PRESIDIO SOTTO IL CONSIGLIO REGIONALE

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" title=GENOVA 14 NOV. Martedì 19 novembre alle 10, i balneari liguri effettueranno un presidio sotto la sede del consiglio regionale della Liguria in via Fieschi.
“Vista l’importanza e la necessità di dare forza alle nostre ragioni – scrivono le associazioni dei balneari – chiediamo a tutti di partecipare e di portare più persone possibili. Consigliamo di indossare una maglietta o una felpa rossa, di dotarsi di un fischietto, striscioni e bandiere”.

I balneari scenderanno in piazza per manifestare contro le dispute politiche che allontanano possibili soluzioni sulla durata delle concessioni, non tenendo conto della crisi economica e delle difficoltà attraversate dal settore turistico.

“E’ un continuo intervento di politici demagoghi – affermano le associazioni dei balneari – che insinuano nell’opinione pubblica l’idea che si vogliano vendere le spiagge quando invece la proposta fattaci dal sottosegretario al Ministero dell’Economia Dott. Baretta, dal direttore del demanio Dott. Scalera, fatta propria dal PD e da PDL attraverso la presentazione di emendamenti dalla legge di stabilità (emendamenti che il PD ha parzialmente ritirato), proponeva la cessione con diritto di opzione delle sole aree interessate dalle strutture realizzate e pagate negli anni dai concessionari. Pertanto una minima parte di territorio demaniale ormai definitivamente urbanizzato, mentre tutta la restante parte di arenile sarebbe rimasta nella disponibilità delle amministrazioni pubbliche”.


Contestualmente la Regione Liguria con delibera di giunta, di venerdì 8 novembre u.s., sceglie di decuplicare la tassa regionale sui canoni demaniali delle nostre aziende portandola dal 10% al 100%, un’operazione ritenuta dagli addetti ai lavori ingiusta, incoerente ed inopportuna.

“Decuplicare una tassa in un momento in cui le nostre attività economiche hanno già subito l’aumento dell’IVA al 22% (le altre categorie turistiche pagano il 10% e all’estero il 6%), il raddoppio dell’IMU (imposta che paghiamo nonostante non siamo proprietari dell’area ma affittuari dello Stato), e aumenti che vanno dall’80% al 100% della TARES e’ chiaramente una scelta iniqua”.

“Peraltro – aggiungono i balneari – il canone demaniale è stabilito dallo Stato, ed è a conoscenza di tutti che a livello nazionale si stia ridefinendo la normativa che riguarda le concessioni demaniali marittime e che certamente tale legge quadro non potrà fare a meno di rivedere i canoni ad esse relativi. La tassa regionale, se applicata al 100% porterà a un raddoppio di qualsiasi cifra base verrà stabilita dalle norme nazionali. E’ inaccettabile! Non accettiamo di rimpinguare le casse regionali con 10.000.000 di euro l’anno, sebbene ci si prometta di reinvestirli in ripascimenti, non avendo la certezza di essere concessionari dopo il 2015”.

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