Assunzioni a scuola, si poteva far meglio

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Una delle proteste contro la Buona Scuola
Una delle proteste contro la Buona Scuola
Una delle proteste contro la Buona Scuola

SAVONA. 18 AGO. La FlC CGIL savonese, allo scadere dei termini per la presentazione delle domande di partecipazione al piano straordinario di assunzioni, del 14 agosto, esprime contrarietà ad un’azione pasticciata e contraddittoria sulla “ buona scuola ”.

Oltre 71.000 precari della scuola hanno presentato la domanda, ma altri circa 15.000 (quasi 1 su 5 degli aventi diritto) hanno preferito non presentare tale domanda, considerando (anche a causa del clima di grande incertezza nel quale si è svolta tutta l’operazione) troppo altro il rischio di venire assegnati ad una provincia anche molto lontana da quella di residenza e con incertissime possibilità di un rientro in tempi ragionevoli.

Ovviamente gran parte della stampa e dell’informazione televisiva non hanno perso l’occasione per rimarcare come da parte di questi docenti precari sia stata “disdegnata” l’opportunità di un posto fisso, finalmente offerta: ma le cose, naturalmente sono un pochino più complicate.

 

Va quantomeno sottolineato che il profilo della stragrande maggioranza delle persone che non hanno presentato la domanda (o che alla fine l’hanno presentata ma “obtorto collo”) è quello di precari (soprattutto donne) non più in età giovanissima (ma con molti anni di insegnamento alle spalle) con famiglia e figli, situazione questa che rende assai problematica la prospettiva di un’assegnazione in una sede molto lontana, considerato altresì che lo stipendio iniziale di un insegnante non è tale da renderla sostenibile anche sotto il punto di vista prettamente economico.

Quello che fa dispiacere è che questo tipo di problematiche si sarebbe potuto almeno in parte evitare se non si fosse scelto di compiere un’operazione nella quale hanno prevalso gli aspetti propagandistici e “mediatici” e si fosse scelta – invece – la via del confronto col mondo della scuola e con il sindacato, al fine di definire un piano di assunzioni (magari anche pluriennale) di cui c’era e c’è sicuramente un grande bisogno ma meno pasticciato di questo e, soprattutto, in grado di garantire che le risorse, le professionalità e le competenze sicuramente presenti nel mondo della scuola vadano valorizzate e non disperse.

Rischio di dispersione di professionalità e di competenze che si profila anche per tutto quel personale docente (ma il problema riguarda anche il personale ATA, cioè il personale non insegnante) che, non risultando inserito per vari motivi nelle graduatorie (c.d. “ad esaurimento” e concorsuali) prescritte dal piano straordinario di assunzioni, pur avendo alle spalle anni ed anni di insegnamento o di lavoro non-docente (ovvero avendo stipulato ripetutamente contratti a tempo determinato di durata annuale) vede ora aprirsi la drammatica prospettiva di non entrare nella scuola né con il piano straordinario né mai più…

Insomma, è necessario essere consapevoli del fatto che anche quello che avrebbe potuto essere (ed in parte sicuramente è) una formidabile occasione di stabilizzazione del lavoro precario nella scuola (e peraltro da sempre sollecitata anche da parte sindacale), purtroppo, a causa dell’incompetenza, dell’autoreferenzialità e dell’ostinata determinazione a rifiutare qualsiasi tipo di confronto da parte di chi ci governa, si è rivelata un’operazione pasticciata e contraddittoria, che ha determinato una serie di gravi problemi in gran parte facilmente evitabili (bastava parlarne…).”

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