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Assoluzione Paita (Pd), il nipote della vittima: è uno schifo

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I funerali dell'infermiere Alberto Campanella, morto durante l'alluvione del 9 ottobre 2014

GENOVA. 21 OTT. “Una vergogna. Uno schifo. Io la sentenza me la sentivo già”. E’ una delle prime reazioni, a caldo, alla sentenza di assoluzione dell’ex assessora regionale alla Protezione civile ed attuale capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita, per i tragici fatti dell’alluvione 2014. Durante l’esondazione del Bisagno, quella maledetta sera del 9 ottobre, morì l’infermiere Alberto Campanella. Milioni di euro i danni a residenti e commercianti.

Stamane, in tribunale a Genova, il nipote della vittima non ha saputo trattenere la sua indignazione e ha inoltre aggiunto: “Mi vergogno veramente di questo Paese. Una cosa così allucinante non l’ho mai vista. Tanto mio zio non me lo porterà mai più indietro nessuno, ma così non va bene. Mi sembra che qui, come in altri processi in Italia, sia uno scaricabarile. Vediamo adesso cosa succederà con la Minervini. Ho i miei dubbi, sono veramente preoccupato di questa giustizia italiana. Una persona è morta. I negozianti sono stati rovinati”.

Raffaella Paita è stata assolta in primo grado con rito abbreviato. Non si ancora se la procura presenterà ricorso contro la sentenza del gup Ferdinando Baldini. La prima udienza del processo parallelo (che si svolge con rito ordinario) per la dirigente regionale Gabriella Minervini, anche lei imputata, come Paita, di omicidio colposo e disastro colposo, è prevista per il prossimo 14 marzo.


 

 

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