Assemblea Pd, Paita: nostri voti a M5S e Lega, stare uniti e reagire

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renzi paita
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La capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita con il premier e segretario nazionale Matteo Renzi

GENOVA. 11 LUG. Se il commissario del Pd ligure David Ermini, a seguito della doppia sconfitta alle regionali e alle comunali di Savona, chiede al vice segretario nazionale Guerini di poter svolgere il congresso “il più velocemente possibile” la discussa capogruppo regionale Raffaella Paita ammette: “i nostri voti a Lega e M5S”.

Oggi a Genova si è tenuta l’assemblea dei democratici alla sala Cap di via Albertazzi. Poca discussione su Doria sì o Doria no per le comunali di Genova 2017.

Piuttosto, è andato in scena il mea culpa, lo choc e il fallimento di quello che una volta era il primo partito a Genova e in Liguria, prima di essere non solo spazzato via dai venti leghista-forzista e pentastellato, ma anche imprigionato nella bufera delle divisioni interne della sinistra e delle scelte di candidate come Paita e Battaglia, palesemente inidonee a raccogliere largo consenso.

 

Forse, sarà colpa delle primarie, che è uno strumento politico democratico, ma talvolta perdente e che tuttavia il Pd ha già annunciato di fare per scegliere il candidato sindaco di Genova, con l’evidente rischio di andare nuovamente “ko”. Del tutto sicuramente a favore del M5S. Solo probabilmente del centrodestra (se si presenterà unito e se la giunta Toti farà qualcosa di concreto per la città nei prossimi mesi).

“E’ oggi molto più chiaro di un anno fa – ha spiegato in serata Paita – che il Pd in Liguria vive una crisi profonda. Nata prima di tutto dal non aver compreso, in tempo, che un ciclo economico si era interrotto e, quindi, dal non essere stati in grado di costruire un progetto di futuro all’altezza. Qui, o soprattutto qui, stanno le radici di quell’insofferenza diffusa verso chi ha avuto a lungo responsabilità di governo, verso il Pd. È quanto è avvenuto alle regionali, è ciò che è successo a Savona.

Si sono cercate risposte altrove: nel populismo di Lega e Movimento 5 Stelle e in Toti, che è la sponda al conservatorismo.

Ciò che non possiamo fare, che è inaccettabile, è riportare indietro di un anno e mezzo le lancette del nostro scontro interno. La Liguria ha già pagato. Il Pd lo stesso. Continuerò a lavorare per unire, per portare avanti la nostra azione di opposizione, per fare un congresso che sia un confronto vero e sano. Di qui possiamo e dobbiamo ripartire per far tornare a vincere il Pd”. Fabrizio Graffione

 

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