Arsenale La Spezia. Oggi missione Commissione d’Inchiesta Parlamentare per uranio impoverito

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arsenalespezialnLA SPEZIA 28 LUG. Oggi una delegazione della Commissione d’Inchiesta Parlamentare sull’uranio impoverito sarà in missione di supervisione e controllo all’Arsenale di La Spezia. A guidarla sarà la Vicepresidente Donatella Duranti di Sel, accompagnata dai Commissari Paola Boldrini, Gianluca Rizzo e Diego Zardini.

L’Arsenale di La Spezia, assieme a quello di Taranto, è una delle due principali basi che consentono alla flotta militare italiana di operare. “L’attività di manutenzione e ammodernamento comporta lavorazioni impegnative che devono essere svolte in assoluta sicurezza per la salute dei lavoratori” – dice l’Onorevole Duranti (in foto).durantidonatellaln

 

 

A La Spezia si sono verificati episodi che hanno visto l’intervento della Magistratura, soprattutto in relazione al rischio amianto. I lavori svolti dalla Commissione di Inchiesta hanno già rilevato l’amianto come uno dei più gravi rischi per la salute di militari e civili. La missione a La Spezia segue quelle già svolte negli Arsenali di Taranto e di Augusta. Saranno ascoltati i dirigenti dei vari Servizi, i rappresentanti sindacali e il vicario presidenza Inail Liguria.

 

 

Cos’è l’uranio impoverito

Usi civili

L’uranio impoverito viene utilizzato in vari campi dell’industria civile. Questo utilizzo è favorito da alcune caratteristiche:

– la sua alta densità, che si traduce in un elevatissimo peso specifico;

– il basso costo;

– la relativa abbondanza (dovuta al fatto che da più di 40 anni si accumula nei depositi materiale di scarto radioattivo);

– duttilità;

– capacità di assorbire le radiazioni.uranioimpoveritoserbatoioln

I suoi due usi civili più importanti sono come materiale per la schermatura dalle radiazioni (anche in campo medico) e come contrappeso in applicazioni aerospaziali, come per le superfici di controllo degli aerei (alettoni e piani di coda), e navali. Esso è usato anche nei pozzi petroliferi come parte delle “sinker bars”, cioè pesi usati per fare affondare strumentazioni nei pozzi pieni di fango. È usato anche nei rotori giroscopici ad alte prestazioni, nei veicoli di rientro dei missili balistici, negli yacht da competizione come componente della deriva, nelle frecce per il tiro con l’arco, e nelle mazze da golf. (in foto un serbatoio di uranio impoverito fallato, tecnicamente esafluoruro di uranio o Uranio 238, scoria delle centrali nucleari)

Usi militari

uranioimpoveritorazzialnOltre che in applicazioni civili, l’uranio impoverito viene usato nelle munizioni anticarro e nelle corazzature di alcuni sistemi d’arma. Se adeguatamente legato e trattato ad alte temperature (ad esempio con 2% di molibdeno o 0,75% di titanio; temprato rapidamente a 850 °C in olio o acqua, successivamente mantenuto a 450 °C per 5 ore), l’uranio impoverito diviene duro e resistente come l’acciaio temperato (sollecitazione a rottura di ca. 1600 MPa). In combinazione con la sua elevata densità, se usato come componente di munizioni anticarro esso risulta molto efficace contro le corazzature, decisamente superiore al più costoso tungsteno monocristallino, il suo principale concorrente.uranioimpoveritonaveln

Per questo, ed essendo inoltre estremamente denso e piroforico (capace di accendersi spontaneamente), negli anni sessanta le forze armate statunitensi iniziarono ad interessarsi all’uso dell’uranio impoverito. La tipica munizione all’uranio impoverito è costituita da un rivestimento (in gergo “sabot”) che viene perduto in volo per effetto aerodinamico e da un proiettile penetrante, chiamato “penetratore”, che è la parte che effettivamente penetra nella corazzatura, per il solo effetto dell’alta densità unita alla grande energia cinetica dovuta all’alta velocità. Il processo di penetrazione polverizza la maggior parte dell’uranio che esplode in frammenti incandescenti (fino a 3 000 °C) quando colpisce l’aria dall’altra parte della corazzatura perforata, aumentandone l’effetto distruttivo. Il vero pericolo è che le polveri del metallo radioattivo rimangono nell’area circostante per mesi e se respirate sono altamente dannose fino a poter causare a chi si avvicina il terribile Linfoma di Hodgin che ha già mietuto 33 militari italiani impegnati nelle passate missioni in Bosnia (1996) e Kosovo (1999), oltre a gravissime malformazioni nei neonati di madri balcaniche ma anche irachene venute a contatto con la polvere delle esplosioni.uranioimpoveritosoldatoln

Le munizioni di  questo tipo vengono chiamate nella terminologia militare API, “Armor Piercing Incendiary”, ovvero munizioni perforanti incendiarie. Circa 300 tonnellate di uranio impoverito sono state esplose durante la prima guerra del Golfo, principalmente dai cannoni GAU-8 Avenger da 30 mm degli aerei da attacco al suolo A-10 Thunderbolt, ogni proiettile dei quali conteneva 272 grammi di uranio impoverito. L’uranio impoverito è stato usato dunque anche in Bosnia-Erzegovina, nella guerra del Kosovo e nella Operazione Enduring Freedom, in Afghanistan, anche se in misura minore.

Marcello Di Meglio

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