Arrivata la comunicazione ufficiale, il carcere di Savona chiude

0
CONDIVIDI
Riguardo il carcere di Savona parla l'Amministrazione Penitenziaria

carcere_savonaSAVONA. 19 GEN. Con un avviso telematico la Prefettura di Savona ha comunicato ufficialmente la chiusura, immediata, del carcere di Savona.

La firma del Ministro Orlando, sul decreto inviato oggi a tutti gli Enti preposti, è del 28 dicembre ed ha effetto immediato. La Casa circondariale di Savona verrà quindi definitivamente chiusa.

A poco sono servite le richieste, pervenute da più parti, per impedire che la struttura del Sant’Agostino venisse soppressa. Se da un parte infatti, a livello logistico, il carcere offre una serie di facilitazioni alle forze dell’ordine, agli avvocati, ai famigliari dei detenuti ed agli stessi, perché in città sono presenti sia il Tribunale che la Prefettura, Questura e tutti gli uffici giudiziari collegati, rendendo più lineare la rete di collegamento. Dall’altra, come riportato anche nel testo del decreto, quale motivazione per la chiusura, la struttura è ospitata in un antico convento nel centro storico cittadino, motivo per cui i costi di gestione e di ristrutturazione risultano altissimi, rendendo di fatto impossibile mantenere condizioni igenico-sanitarie adeguate per i carcerati e il personale giudiziario.

 

“La chiusura era inevitabile anche per la situazione strutturale, a dir poco tragica – spiega Daniela Pongiglione, consigliere comunale –  ma i detenuti, fin da subito, erano contrari, soprattutto per i propri parenti che si recano in visita. Perciò ora iniziano a crearsi situazioni difficili. Infatti, già da mesi stanno trasferendo i detenuti ad Imperia, Genova e Sanremo, creando disagi economici per le persone, soprattutto in quest’ultima cittadina dove, oltre al treno, si deve prendere anche il taxi per raggiungere il carcere – prosegue la Pongiglione – L’ipotesi più accreditata, la sistemazioni nella scuola per gli agenti penitenziari di Cairo, in parte non utilizzata, e strutturalmente idonea, sarebbe l’ideale, ma una risposta ufficiale, forse, l’avremo solo nel prossimo Consiglio Comunale, tramite un’interpellanza che abbiamo presentato ed alla quale dovrebbe rispondere l’assessore Isabella Sorgini, che si sta occupando della faccenda. L’unico rammarico – conclude la Consigliera – è che forse, se il Comune avesse seguito meglio la vicenda negli ultimi dieci anni, ora avremmo una struttura sostitutiva più vicino alla città”.

Resta ora da capire cosa accadrà alla struttura di proprietà del Demanio. La posizione nel centro storico, è sicuramente invidiabile e logisticamente interessante, i costi di ristrutturazione però, come detto, sono ingenti, considerati anche i vincoli architettonici e paesaggistici che “pesano” sull’ex convento.

 

LASCIA UN COMMENTO