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ARRIVA “CALIGOLA”, IL SESTO ANTICICLONE AFRICANO E IL PIU’ “CATTIVO”. DA OGGI PER 8 GIORNI “ARROSTO ITALIA”

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GENOVA 15 AGO. Se la odierna giornata di Ferragosto sarà moderatamente accettabile dal punto di vista climatico, già da domani tutto lo Stivale tornerà a soffrire il grande caldo con afa opprimente…e la coda infuocata dell’estate non sarà breve.

E’ ormai alle porte il sesto anticiclone di provenienza africana, ormai noto con il terribile nomignolo di “Caligola”, l’Imperatore romano che…probabilmente per un colpo di calore…nominò Senatore il proprio cavallo. I picchi di caldo infiammeranno l’Itaia fino a 41 gradi, soprattutto al Sud. E il “barbecue climatico” arrostirà il Bel Paese per almeno 8-10 giorni senza risparmiare il Nord. Anche la Liguria dovrà fare i conti con temperature facilmente stabili non sotto i 35 gradi.

“Caligola” soffocherà gli italiani fino al 23 o 24 agosto. Oggi, 15 agosto, dopo gli acquazzoni che lunedi scorso hanno colpito molte zone del Lazio, ci saranno ancora occasionali temporali sulle Marche, sui rilievi sia Alpini che Appenninici e sulla Puglia ma per il resto dell’Italia sarà una giornata gradevole. Ma è la classica “calma che precede la tempesta” (di calore).


“Caligola”, il sesto anticiclone subtropicale sahariano di quest’estate ce lo presenta Antonio Sanò, Direttore dell’autorevole portale www.ilmeteo.it: “Caligola” è una struttura anticiclonica simile alle precedenti ma più vasta e più forte e infiammerà l’Italia per almeno 8-10 giorni da Nord a Sud con caldo crescente giorno per giorno”.

Da questa sera “Caligola” pomperà prima aria calda marocchino-tunisina verso la Sardegna, la Sicilia, il Lazio, Roma e il CentroSud, poi nel fine settimana si estenderà al Nord Italia, dove sono attesi i giorni più caldi dell’estate. Si raggiungeranno, a partire da domenica 19 agosto i 39 gradi a Bologna, Firenze, Roma, i 35 a Genova e punte di 41° al Sud, in particolare su Sicilia e Sardegna. Caldo e siccità continueranno a oltranza fino a fine mese al CentroSud, mentre al Nord, tra venerdi 24 sera e domenica 26 giungerà una perturbazione atlantica organizzata con tanta pioggia. Piogge e aria fresca che andranno intensificandosi a fine mese quando venti dal Mar del Nord raggiungeranno il Mediterraneo.

Col caldo e la siccità arrivano anche i problemi per l’agricoltura che sta facendo i conti con la più grave siccità degli ultimi dieci anni, giungendo a causare un miliardo di Euro di danni al settore primario e la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità in molte regioni. È quanto afferma la Coldiretti che ha elaborato la prima “mappa della sete” regione per regione, nel sottolineare che già si contano tagli della produzioni che a livello nazionale vanno dal -20% per il pomodoro al -30% per il mais, fino al -40% per la soia.

Forti riduzioni – continua Coldiretti – sono previste per la barbabietola da zucchero con quasi il dimezzamento della produzione nelle regioni del Nord e per il girasole (-20%), mentre la vendemmia si preannuncia una delle più contenute dell’ultimo secolo anche se di buona qualità.

Oltre alla mancanza dell’acqua per irrigare i campi, gli effetti del caldo esagerato di questo 2012 si fanno sentire anche sulla produzione di latte: le mucche hanno prodotto in media dal 10% al 20% di latte in meno con punte che arrivano anche al -50% nei giorni più roventi. “L’afa e le temperature – continua Coldiretti – hanno tolto l’appetito anche ai maiali che stanno consumando fino al 40% in meno della consueta razione giornaliera di 3,5 chili di mangime e con un conseguente, sostanziale calo dell’accrescimento in vista della macellazione. Il caldo ha pesanti effetti – continua la Coldiretti – anche sulle galline, che producono meno uova e sulle api che non riescono a prendere il polline e il nettare mettendo a rischio la produzione di miele”.

Insomma uno “sfacelo” economico anche per il settore lattiero, carni e produzione alimentare che non mancherà di far sentire lec sue ripercussioni sui prezzi al consumo che avranno una conseguente impennata in settembre. Le regioni più colpite dalla siccità si trovano al Nord ma perdite rilevanti si sono verificate nel Centro Italia e nel Mezzogiorno, secondo la mappa della sete tracciata dalla Coldiretti, regione per regione:

“Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici nei confronti dei quali occorre intervenire con interventi finanziari per affrontare l’emergenza ma anche con misure strutturali” – ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare “l’importanza delle opere infrastrutturali per la conservazione della acqua con il necessario potenziamento degli invasi per l’avvenuta modifica della distribuzione della pioggia”.

Per ora…si salvi chi può, con assunzione di tanta acqua, frutta, verdura e aria condizionata. Altro non resta da fare contro l’irruenza di “Caligola”.

Marcello Di Meglio

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