Arpal si difende: allerta meteo non scatta ad ogni pioggia

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Allerta meteo e piogge: critiche ad Arpal ed Arpal si difende
Allerta meteo e piogge: critiche ad Arpal ed Arpal si difende
Allerta meteo e piogge: critiche ad Arpal ed Arpal si difende

GENOVA. 13 MAG. “Ha piovuto più oggi che nelle ultime quattro allerte meteo messe insieme”. E’ uno dei tanti messaggi
comparsi l’altro giorno su un famoso social network, che criticano Arpal e Arpal adesso si difende.

“Al di là dell’inesattezza (le ultime quattro allerte meteo messe insieme hanno visto cadere molta più pioggia dell’altro giorno), è vero che in passato sono state diramate allerte – e ci saranno in futuro – con meno acqua. Ma c’è modo e modo per aprire un rubinetto, e non è solo la quantità complessiva di acqua fuoriuscita a far scattare l’allerta, che non va diramata ad ogni precipitazione, ma in previsione di determinati effetti al suolo. La giornata è stata caratterizzata da piogge diffuse su quasi tutte le zone, con intensità al più moderata e un unico temporale forte che ha interessato il centro della regione. Lo scroscio più intenso è stato di 37,2 mm fra le 18.30 e le 19.30 ad Alpicella, sopra Varazze, e le cumulate finali sono state solo localmente molto elevate, con poche centraline oltre i 100 mm/24 ore (ossia 100 litri d’acqua per metro quadrato di superficie).

Per quanto noto, gli effetti non sono andati oltre le estese pozzanghere lungo le strade, e al suolo non
si sono avute criticità. Infatti i bacini della Liguria hanno risposto soltanto nella zona della massima
intensità (il Sansobbia e il Polcevera al confine fra le province di Genova e Savona), restando peraltro
abbondantemente al di sotto del primo livello di guardia”.

 

Secondo Arpal, sono stati due gli elementi che l’altro giorno hanno contribuito ad evitare effetti al suolo “da allerta”:
il primo è la previsione della pioggia, che indicava con relativa certezza intervalli di alcune ore fra una
precipitazione e l’altra; il secondo, le condizioni di saturazione del suolo, inizialmente prossime allo zero. Il
terreno ha avuto modo di assorbire l’acqua caduta dal cielo, senza restituirla subito in superficie.

“L’emanazione di un’allerta – ha aggiunto Arpal – non è legata solo alla quantità di acqua caduta
dal cielo, ma anche all’intervallo di tempo in cui cade e agli effetti che comporta al suolo”.

 

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