Arenzano, il pm: Bolkenstein violata. Sequestrò la luce, ora i bagni

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Il pm Walter Cotugno: la sua inchiesta sul porto si era conclusa con un buco nell'acqua

GENOVA. 20 SET. Sequestrò la luce a Voghera, ora mantiene i sigilli ai bagni marini di Arenzano: violata la Bolkestein, sono fuorilegge. Il titolare dell’inchiesta sulla frana di Arenzano l’altro giorno ha respinto la richiesta di dissequestro delle aree demaniali situate a Sud dell’Aurelia, dove insistono tre concessionari balneari.

Il pm Walter Cotugno si fece un nome nella città della provincia di Pavia, dove, tra le altre cose, mandò in tilt l’ufficio tecnico comunale ed accusò ingiustamente il sindaco, mise in ginocchio una grossa azienda di tappi, indagò su inesistenti riti satanici “conditi” con violenze sessuali e messe nere, sequestrò la luce per sei mesi (l’enorme centrale elettrica di Torremenapace). La Procura poi dovette scusarsi per aver lasciato al buio i cittadini e con problemi di lavoro un po’ di gente.

A Voghera “l’eredità Cotugno” venne presa in carico da altri magistrati, che riuscirono a mettere a posto le cose “sgonfiando” le clamorose indagini, finite con un nulla di fatto.

 

La topica (impunita) del sostituto procuratore, però, è continuata nel capoluogo ligure, con vari casi giudiziari a dir poco “sui generis” come quello sull’ex presidente dell’Autorità portuale Giovanni Novi ed altre clamorose indagini, appetitose per i media, ma finite ancora con un buco nell’acqua.

Oppure la richiesta di sequestro di una casa sbagliata a Struppa, dove degli sposini furono costretti a rimanere fuori dalla loro abitazione per molto tempo, prima che un giudice si accorgesse dell’incredibile errore: “Ci è stato sottratto il diritto di vivere in casa nostra”.

Senza scordare le proteste dei cittadini indignati, come quelle dei coraggiosi famigliari delle vittime di Molo Giano, che per il caso del tragico incidente (affidato dall’ex procuratore capo Di Lecce al sostituto Cotugno) avevano chiesto al Tribunale un approfondimento delle indagini, poi ordinato dal gip, il quale aveva respinto una richiesta di archiviazione avanzata dal pm: “Da tre anni nessuna giustizia”.

Ora Cotugno ne ha fatta un’altra delle sue perché ha deciso di mantenere i sigilli agli stabilimenti balneari di Arenzano, dove non sarebbe stata rispettata la direttiva europea Bolkenstein, contestatissima in tutta la Liguria: “Gli euroburocrati rovinano la nostra economia e il turismo”.

Il pm Cotugno una decina di anni fa aprì un’altra clamorosa e vasta inchiesta sul caso degli stabilimenti balneari ed ora, secondo gli avvocati di uno dei gestori, si sarebbe appellato proprio alla Bolkenstein, che impone un bando pubblico per le concessioni demaniali. Pertanto, avrebbe spiegato ai legali di non poter togliere i sigilli ai bagni marini “fuorilegge” perché non saprebbe a chi affidarli: se al Comune, al Demanio o ad altri.

Del caso di provincia se ne dovrà interessare il governo italiano. Altrimenti, l’impasse ad Arenzano rischia di rimanere così com’è per molto tempo e i polveroni del pm, che sequestra luce e bagni, potrebbero pericolosamente fare “scuola” in altre procure. Fabrizio Graffione