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ARCIGAY: “LA CASSAZIONE FA CADERE UN ALTRO PREGIUDIZIO”

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ostilia mulas

ostilia mulasGENOVA. 18 NOV. Grazie alla Cassazione iniziano a cadere i pregiudizi sull’affidamento di bambini a coppie gay: un minore può crescere in modo equilibrato all’interno di una famiglia omosessuale, come è ampiamente provato dalle molte ricerche compiute nei paesi anglosassoni e nordeuropei.

“Dove la legislazione in materia di matrimonio, affidamento e adozioni – si legge in una nota congiunta di Arcigay, Approdo e Famiglie Arcobaleno – è più avanzata rispetto alla nostra, la realtà omogenitoriale è già stata ampiamente indagata e tutti i risultati vanno verso la direzione opposta da quella indicata dal familismo nostrano e da mito della “famiglia naturale”.
Ora, dopo la notizia che il Tribunale dei Minori di Bologna ha dato in affido una bambina a una coppia gay di mezza età, spunta un altro caso a Genova, una felice convivenza che dura ormai da cinque anni grazie a una coppia lesbica.

“In realtà, da tempo in alcuni Tribunali italiani si è proceduto all’affidamento a coppie non sposate, single e anche omosessuali. Il fatto che il Tribunale dei Minorenni di Genova, dopo quello di Bologna, ne parli esplicitamente non può non essere salutato positivamente”, sottolinea Damiano Fiorato, responsabile dello Sportello Legale di Approdo Arcigay Genova”.
“La vera famiglia naturale è quella dove regnano rispetto e amore”, dichiara la presidente Ostilia Mulas.


“L’orientamento sessuale non è decisivo per creare buone condizioni di crescita e tantomeno è preclusivo alla tutela del minore. Vorrei ricordare anche che l’affido non recide i legami familiari con la famiglia d’origine: il suo scopo è esclusivamente il benessere di bambini e bambine che si trovano in condizioni di grave disagio. Come riconosciuto dalla Cassazione ed oggi anche dai Tribunali dei Minori è un pregiudizio crudele, basato sul disprezzo e la disumanizzazione nei nostri confronti, che le persone LGBT non possano essere bravi genitori, in qualsiasi forma ci capiti di diventarlo. Ringrazio i tribunali e gli operatori del settore che ci hanno e ci metteranno alla prova senza ragionare in modo stereotipato”.

“Su tali questioni”, aggiunge Giuseppina La Delfa, presidente di Famiglie Arcobaleno “c’è una volontà politica di non vedere i fatti, per non dover concedere riconoscimento e tutele. Ma in Italia, di coppie e single omosessuali e trans che crescono figli ce ne sono a migliaia. È nessuno è ancora riuscito a dimostrare che li crescano meno bene degli altri. Basta con la retorica e l’ipocrisia: più giustizia e verità.”

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