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Architetture nel vuoto al Teatro della Tosse

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Architetture nel vuoto alla Tosse

GENOVA. 21 SET. Da stasera giovedì 21 settembre alle ore 21, alla Tosse è in programma Architetture nel vuoto a cura di EuAct, un centro di ricerca internazionale, impegnato nella diffusione del metodo Stanislavskij, il cui membro fondatore è Paolo Antonio Simioni. Allievo di Susan Batson, Simioni  ha lavorato con Tom Hanks, Ron Howard, Diarmuid Lawrence, Terence Hill, Sergio Castellitto, Felicity Jones, Dorka Gryllus, Lena Lessing, Omero Antonutti, Gabriele Vacis, Lucrezia De Domizio Durini, Marco Maria Tosolini, portando i suoi lavori al Festival di Spoleto, Biennale e Teatro La Fenice di Venezia, Palazzo delle Esposizioni di Roma, Mittelfest, ecc.

Nell’arco della stagione 2016/17 Euact ha condotto, negli spazi della Tosse, un ciclo di seminari, a cui sono stati invitati acting coach di fama internazionale come Giles Foreman e Lena Lessing. Per chiudere questa lunga stagione di lavoro si è deciso di offrire una tre giorni con sei performance, sotto il segno di uno dei progetti più significativi usciti dal laboratorio EuAct.

Architetture nel Vuoto ne rappresenta infatti il lato più estremo, attraverso uno stile che travalica la dimensione narrativa del teatro di prosa verso una poetica, che partendo da Stanislavskij, ovvero da un lavoro che parte dall’interno, nella costruzione di una consequenzialità organica di stati emotivi, giunge fino a un’estetica del gesto capace di abbracciare idealmente il teatro orientale.


Corpo, voce, suoni, video coesistono su flussi paralleli, senza che questi elementi abbiano un rapporto reciproco necessariamente significante… come nel Teatro Bunraku giapponese, i componenti si collocano su ideali palchi separati, mantenendo le loro rispettive identità. I corpi fluttuano nell’oscurità, a sottolineare spesso una ieraticità priva di contesto. Presenze indifese che appaiono ritraendosi, a un tempo eroi o semplici marionette.

Nell’arco delle tre giornate l’evento si aprirà stasera con la fiaba oscura di Rasputin e lo scoppio della Grande Guerra, lo spettacolo ha il titolo ”La missione di Rasputin” e racconta quello che accade tra la seconda metà di luglio e i primi giorni di agosto del 1914. Il personaggio di Rasputin, reinventato dallo scrittore ungherese Géza Sz?cs, è molto diverso dalla figura di santone avventuriero che ci si può aspettare. E’ una figura sofferente a causa di una sensibilità esacerbata dalle visioni di catastrofe e morte, che lo visitano tramite la figura di un arcangelo. Una sofferenza che l’ha condotto a una forma di purezza che rasenta l’ingenuità.

Domani venerdì 22 settembre, sarà la volta di Figura Humana, la Trilogia, reduce da numerose date tra Ungheria, Germania e Italia, con la quale Paolo Antonio Simioni e Alessia Pellegrino hanno trovato la chiave dello stile che caratterizza “Architetture nel Vuoto”.

Per chiudere sabato 23 con Passio, in cui Alessia Pellegrino vive la Passione di Cristo, attraverso la memoria, il corpo e gli occhi delle donne dei Vangeli. Subito a seguire, il concerto drammatico a tre voci (Paolo Antonio Simioni, Fabrizio Matteini e Marcella Cortese) di The Waste Land di T.S. Eliot.

Francesca Camponero

 

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